Marzo 31, 2023

Apnee notturne: cosa c’entra la postura?

  • Le apnee notturne, di cui esistono tre tipologie, dipendono da un’anomala interruzione del respiro.
  • Dormire male, russare, combinare poco il giorno successivo: alcuni segnali per riconoscere le apnee notturne.
  • Dal russamento alla forte stanchezza durante il giorno: cosa provoca la privazione del sonno.
  • Le cause delle apnee notturne sono da ricercare in alcuni comportamenti e condizioni della persona.
  • Dormire prestando attenzione alla posizione: perché stare su un fianco.

Dormire sonni (non) tranquilli

Il sonno dovrebbe essere un momento ristoratore per il corpo, in quanto migliora l’umore, favorisce la concentrazione e riduce l’ansia. Tuttavia alcune persone non riescono a trarne i dovuti benefici, perché soffrono di uno dei disturbi del sonno più comuni: la sindrome delle apnee notturne.
Se volessimo ridurre la sua descrizione a una parola, potremmo ricorrere al suo sintomo più frequente: il russamento. Dietro questa condizione, però, si nasconde un problema molto serio che va accuratamente gestito. La scarsa qualità del sonno che ne deriva, infatti, rischia di compromettere la qualità delle attività quotidiane e della vita sociale condotte dalla persona. Oltre a ciò, possono essere fonte di riduzione di ossigenazione del cervello con conseguenti gravi problemi.
Ad esserne coinvolti possono essere non solo gli adulti, ma anche i bambini. Si stima che ne soffra una persona su quattro. Eppure un buon punto di partenza per ridurre la portata dei sintomi potrebbe provenire dalla posizione assunta mentre si dorme.

Cosa sono le apnee notturne

Ciò che caratterizza l’apnea notturna è l’interruzione ripetuta della respirazione. Le vie aeree superiori, che vanno dal naso alla gola, si bloccano generando una riduzione dell’ossigeno e un aumento del livello di anidride carbonica nel sangue per periodi di oltre dieci secondi. Nell’arco di un’ora possono avvenire anche trenta o più episodi.
Di fatto esistono tre tipi di apnee notturne:

  • l’apnea notturna ostruttiva, che è la forma più diffusa e si manifesta quando il tessuto molle, presente nella parte posteriore della gola, si rilassa;
  • l’apnea notturna centrale, che coinvolge il sistema nervoso centrale e si verifica quando il cervello non riesce a gestire i muscoli che controllano la respirazione;
  • l’apnea notturna mista, che è una combinazione delle due tipologie precedenti.

Sintomi delle apnee notturne

Come abbiamo anticipato, il russamento, anche piuttosto forte, è il sintomo più comune delle apnee notturne. Ma non è il solo. La persona può incorrere in pause respiratorie, respiri affannosi, risvegli improvvisi, senso di soffocamento, sudorazione, necessità di urinare.
Affrontare il nuovo giorno, di conseguenza, sarà una vera e propria sfida. L’eccessiva sonnolenza diurna potrebbe risultare addirittura pericolosa e portare la persona ad addormentarsi nel bel mezzo di un’attività.
La giornata, inoltre, potrebbe essere vissuta all’insegna della cefalea e dell’irritabilità, della scarsa capacità di concentrazione e di memoria.

Apnee notturne: le cause

Sono diversi i fattori di rischio che possono portare allo sviluppo di apnee notturne. Tra queste:

  • l’obesità e il sovrappeso;
  • il fumo, l’assunzione di alcol e sedativi;
  • l’età avanzata e condizioni come la menopausa;
  • caratteristiche anatomiche come il setto nasale deviato, le tonsille o le adenoidi ipertrofiche; 
  • malattie croniche come il diabete.

Se questo è un lato della medaglia, il rovescio mostra altri tipi di alterazioni. Alla sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, infatti, è associato un rischio maggiore di ictus, attacco cardiaco, fibrillazione atriale e ipertensione.

Come curare le apnee notturne

Una diagnosi corretta, effettuata da uno specialista mediante indagini strumentali come la polisonnografia, consente di stabilire come trattare al meglio le apnee notturne.
Il primo passo consiste spesso nel cambiare lo stile di vita. Come? Perdendo peso, abbandonando il consumo di alcol, praticando attività fisica, regolarizzando le ore di sonno. Inoltre è importante lavorare sulla postura per rilassare i muscoli evitando che anche a letto durante il sonno rimangano tesi. Bisogna, quindi, prestare attenzione alla posizione che si assume. Nello specifico, per consentire alle vie aeree di rimanere aperte e ridurre il russamento è consigliato dormire su un fianco anziché supini. La testa può restare leggermente sollevata con un cuscino, ma è essenziale che risulti allineata con il collo e la colonna vertebrale affinché non subentri dolore al dorso.
Un trucco per far sì di non ritrovarsi a pancia in su consiste nel posizionare un cuscino o delle palline da tennis dietro la schiena. In tal modo, quest’ultima si abituerà a mantenere la posizione corretta e a non scivolare.

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