Dicembre 6, 2023

Francesca Tarantello, prima atleta paralimpica italiana a vincere un mondiale di paratriathlon: ecco come l’abbiamo aiutata

Francesca Tarantello ha scritto la storia: per la prima volta un’atleta paralimpica italiana ha conquistato un mondiale di triathlon.
La data da ricordare è il 23 settembre 2023, giorno in cui, a soli 21 anni, è arrivata prima ai Mondiali di Pontevedra, in Spagna. «È stato un successo tanto inaspettato, quanto desiderato. – confessa Francesca – Quella di Pontevedra era la gara più importante dell’anno e io e la mia guida siamo riuscite a battere Susana Rodríguez Gacio, cinque volte campionessa del mondo, nonché campionessa olimpica in carica, che non era mai stata battuta prima. Ho provato delle emozioni molto forti».
Il successo è reso ancora più eclatante dal fatto che è stato conquistato in casa della fortissima avversaria, la spagnola Rodríguez Gacio (guida Sara Loëher) originaria di Vigo, città galiziana che dista solo una trentina di chilometri da Pontevedra1.
Francesca  soffre fin dalla nascita di una serie di disturbi visivi molto gravi e ora, assieme alla sua guida Silvia Visaggi, si sta preparando per le Olimpiadi di Parigi, con l’aiuto del Dr. Picotti che la visita nel centro Lab of Move di Verona.

Una carriera fulminea

Il successo di Francesca è l’ennesima conferma di una carriera fulminea, iniziata nel 2022 dopo un anno trascorso gareggiando tra normodotate. «Mi sono resa conto che era molto pericoloso: ero tesa e sprecavo tante energie mentali. In definitiva, non riuscivo a esprimermi al 100%», dice l’atleta ipovedente che, non appena è passata al paratriathlon, è entrata nel circuito della nazionale, di cui il Dr. Picotti è medico ufficiale2. Nella prima stagione nel mondo paralimpico, ha ottenuto la medaglia d’argento alla finale dei Mondiali ad Abu Dhabi, un oro e due argenti in Coppa del mondo, un oro in Coppa Europa e la vittoria ai campionati italiani, venendo selezionata come migliore triatleta paralimpica europea del 2022. Nel 2023 ha conquistato l’oro in Coppa del Mondo a Swansea, in Galles e il bronzo nella tappa di Alhandra, in Portogallo. Francesca si è già qualificata alle prossime Olimpiadi di Parigi nella categoria PTVI, che comprende atlete con disabilità visiva assoluta (B1) o parziale (B2/B3).

Gli esordi come atleta paralimpica

Padovana, classe ’92, Francesca Tarantello ha iniziato presto con lo sport. «Fin da piccola ho praticato il nuoto. A un certo punto, però, mi sono stufata di fare su e giù per una vasca – racconta l’atleta paralimpica –. Tuttavia mi piaceva ancora l’acqua. Volevo continuare a gareggiare senza sprecare tutto quello che avevo fatto fino ad allora. Conoscevo il triathlon, perché da piccola avevo provato a fare alcune gare e questo sport mi è piaciuto da subito perché è molto vario».
Appena arriva in nazionale, Francesca inizia a lavorare con il Dr. Picotti nel suo centro Lab of Move di Verona. «Con la corsa ho avuto un inizio problematico – confessa la campionessa mondiale –. Quando ho iniziato a farmi visitare, il Dr. Picotti  mi ha a mano a mano rimesso in piedi in tutti i sensi, guardandomi nel mio insieme e ha visto che non ero perfettamente in asse con la schiena e c’era da lavorare sull’equilibrio».

Il lavoro al centro Lab of Move di Verona

Il Dr. Picotti, dopo un periodo di training presso Lab of Move, ha fornito a Francesca una Delos. Si tratta di una speciale tavola basculante computerizzata per lavorare a casa, facendo esercizi di equilibrio per allenare e correggere il sistema propriocettivo-posturale. In parallelo, l’atleta ha lavorato per rafforzare le caviglie.
«Il dottore mi ha fatto valutare da un suo collaboratore, un tecnico ortopedico, per farmi dei plantari “dinamici” specifici per correggere non solo il piede, ma anche il mio modo di correre. Dopo questo percorso, mi sono infortunata molto meno rispetto a quanto avveniva prima, quando non riuscivo a dare continuità al mio lavoro sulla corsa. Ora sto usando lo Spirotiger, uno strumento che mi aiuta a concentrarmi sulla respirazione, facendo lavorare bene il diaframma e gli altri muscoli respiratori in rapporto al movimento e alla postura del torace. Quando corro, vado in iperventilazione, quindi devo  imparare a gestirmi meglio. In questa fase torno periodicamente a Verona per valutare come procede il percorso. Con l’occasione, il dottore controlla sempre come sto a livello globale e mi fa fare anche altri test». Tra gli esami eseguiti ci sono la BIA multifrequenza e dei test particolari del sistema nervoso autonomo, per valutare se il metabolismo e i muscoli funzionano bene. Viene inoltre effettuata un’analisi della corsa, testando diverse scarpe con uno strumento molto tecnologico.
Queste valutazioni hanno implicazioni anche nella vita di tutti i giorni. «Io studio Biologia molecolare all’università di Padova. Dato che vedo poco, resto per molto tempo chinata sui libri e tendo a incurvare la schiena, per questo il Dr. Picotti mi ha dato degli esercizi da fare a casa», conclude l’atleta.

La strada verso le Olimpiadi di Parigi

La data cerchiata in rosso nel calendario è quella del 2 settembre 2024, quando Francesca Tarantello sfiderà le avversarie in un percorso suggestivo, che prevede una nuotata nella Senna e l’arrivo sugli Champs Elysées3. Nella strada di avvicinamento a questo importante appuntamento è fondamentale aumentare sempre di più l’intesa con la guida Silvia Visaggi.
«Nel nuoto siamo legate alle gambe con una corda, in bici siamo in tandem e nella corsa teniamo un laccio in mano. Siamo insieme dall’inizio alla fine della gara – spiega Francesca –. Tra noi deve instaurarsi un legame speciale. Io mi devo fidare di lei al 100%, altrimenti non la seguo e mi irrigidisco. Per questo dobbiamo allenare tanto la sincronia. Più lo facciamo e più questi meccanismi diventano spontanei e veloci. Io abito a Padova e lei a Torino, ci alleniamo assieme ai raduni della nazionale4, oppure ci mettiamo d’accordo per trovarci nei fine settimana».
Nei prossimi mesi, le due atlete lavoreranno per perfezionare ogni dettaglio: tenere lo stesso passo, coordinare le braccia e  andare alla stessa andature. Alla ricerca di un equilibrio delicato, che non è scontato trovare, ma che è fondamentale per scrivere nuove pagine storiche per il triathlon paralimpico. .

Note

  1. Leggi di più sullo storico oro di Francesca Tarantello ai Mondiali di Pontevedra
  2. Federazione Italiana Triathlon - Organizzazione Medica
  3. Il Paratriathlon alle olimpiadi di Parigi 2024
  4. Comitato Italiano Paralimpico - Triathlon

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