Marzo 10, 2023

Come migliorare la propriocezione

  • Sono innumerevoli le azioni che compiamo ogni giorno: camminare, correre e saltare. Se possiamo farle è anche grazie alla propriocezione.
  • Il costante “dialogo” tra i recettori periferici e il cervello consente al nostro corpo di mantenersi stabile ovunque si trovi.
  • Se ciò non si verifica, va studiata la causa. Dietro possono nascondersi traumi, malattie, inadeguato uso del corpo e la sedentarietà.
  • Gli esercizi propriocettivo-posturali sono essenziali per ripristinare la corretta funzionalità di muscoli, articolazioni e recettori: sono la principale manutenzione che permette il benessere del corpo e non solo.
  • Esiste un’ampia gamma di attrezzature utili alla riabilitazione propriocettiva.

Fermi o in movimento senza cadere

Potremmo definirla il nostro sesto senso e – diciamolo pure – anche da lei dipende la qualità e la durata della nostra vita. È la propriocezione. Grazie a lei, per fare qualche esempio, riusciamo a camminare su sentieri sconnessi in salita o a trovare lo slancio per fare canestro. O, più semplicemente, siamo in grado di mantenere le nostre articolazioni nella posizione giusta e necessaria per trasformare il movimento in cammino e per vincere la forza di gravità.

In breve, la propriocezione ci permette di stare fermi e di muoverci nello spazio, restando in equilibrio e senza dover pensare a quale sarà il movimento successivo da compiere. In termini più precisi, si può dire che regola la stabilità di ogni articolazione mobile del corpo, permettendone il buon funzionamento. Ciononostante, vi sono casi in cui questa capacità risulta compromessa per via di una ridotta mobilità funzionale di base. Ciò può accadere se diminuiscono i riflessi nervosi del sistema propriocettivo, che si generano con il movimento. Quindi la staticità e la sedentarietà sono la principale causa di peggioramento della nostra postura. Ritrovare questa capacità è possibile. Il segreto è allenarla. Ciò, in realtà, vale per tutti perché la ginnastica propriocettiva è indolore e non ha alcuna controindicazione.

Nei casi in cui la propriocezione dovesse essere molto compromessa, sarà necessario riprogrammarla con delle specifiche terapie manuali propriocettivo-posturali.

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Come funziona la propriocezione

Ogni giorno calpestiamo superfici diverse. Ci spostiamo dal pavimento di casa al marciapiede, dai cortili di ghiaia ai prati. Il nostro corpo ne percepisce la differenza e riesce ad adattarsi. Lo fa attraverso i recettori presenti a livello del sistema nervoso periferico, vale a dire articolazioni, muscoli, tendini, legamenti e cute. Tali recettori inviano continuamente al cervello una serie di informazioni circa la posizione di ogni singola parte dell’apparato locomotore. I nuclei della base del cervello le elaborano e le inviano ai muscoli posturali detti anche antigravitari, dando così la giusta tensione per tenere nella miglior posizione le articolazioni al fine di ottenere il movimento corretto.

Fluidità, economicità e benessere di articolazioni, muscoli e tendini, dipendono principalmente (fino all’82%) dall’efficienza del sistema propriocettivo-posturale.

Questa capacità di riconoscere la posizione del nostro corpo e degli arti nello spazio – che siamo in piedi, seduti, sdraiati o in movimento – è l’essenza della propriocezione. E non viene mai meno: neppure se stiamo ad occhi chiusi o dormiamo.

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Quali problematiche minano la propriocezione

Vi sono casi in cui il sistema dei propriocettori può presentare un deficit. Ciò avviene a causa:

  • dell’inadeguato uso del corpo, per cui si tende a condurre una vita sedentaria, con pochi stimoli motori o stimoli troppo ripetitivi sempre uguali come in alcuni sport;
  • di immobilizzazione a letto o in un gesso;
  • di un trauma articolare o muscolare;
  • di un infortunio sportivo;
  • di una patologia neurologica, come la malattia di Parkinson o la sclerosi multipla.

In queste situazioni, prima della riabilitazione volta a  recuperare la mobilità e la forza muscolare, bisogna valutare lo stato del sistema posturale, che gestisce il benessere del corpo stesso e del movimento (che è la funzione principale dell’apparato locomotore). Viene consigliato di effettuare specifiche sedute di manipolazione posturale e poi allenare la propriocezione attraverso training propriocettivi. Nello specifico, si tratta di esercizi in diverse condizioni di gravità o su superfici opportunamente instabili. Tali esercizi vanno debitamente calibrati in base alla condizione della persona e al suo livello di allenamento. Queste attività sono indicate anche per tutti coloro che, per esempio, svolgono un’attività lavorativa che comporta l’assunzione di posture prolungate o tenute in maniera scorretta, in particolare per chi sta  seduto a lungo.

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Migliorare la propriocezione con gli esercizi giusti

Gli esercizi di propriocezione variano sulla base delle condizioni in cui si trova la persona. Per tale ragione, il programma di rieducazione deve essere personalizzato e valutato da un fisiatra specializzato.

Il ventaglio di esercizi può spaziare dalla coordinazione all’equilibrio in diverse posizioni, dalla mobilizzazione e stabilizzazione della colonna vertebrale allo stretching della muscolatura spinale, dal rinforzo e recupero della muscolatura ipotonica alla respirazione toracica e diaframmatica.

L’obiettivo della riabilitazione propriocettiva è di stimolare e allenare il sistema propriocettivo a fornire risposte rapide e adeguate in situazioni potenzialmente precarie e pericolose, come possono essere quelle dettate dal rischio di caduta. Ecco perché vengono impiegati attrezzi particolari.

Gli strumenti per la riabilitazione

Sono davvero tante le attrezzature in uso per favorire gli esercizi di percezione del proprio corpo. Noi vi descriviamo le principali.

  • La tavoletta di Freeman è forse uno degli strumenti più conosciuti, anche se ora è soppiantato da attrezzature sensorizzate e computerizzate certamente più efficaci. Deve il nome al suo inventore e consiste in un piano rettangolare o rotondo che poggia su una base oscillante in due o più direzioni. Risulta utile quando si vuole andare a migliorare l’equilibrio stando su un piede solo. Purtroppo non avremo nessun feedback se stiamo dando gli stimoli corretti al nostro sistema posturale.
  • Il bosu è una mezza sfera, nel senso che ha una parte piana e una ricurva. A seconda di come lo si capovolge, va a lavorare sull’equilibrio.

La pedana propriocettiva computerizzata del metodo Riva è composta da una tavoletta basculante connessa ad un sistema computerizzato, dotato di sensori per la parte superiore del corpo. Salendo su questo piano instabile, si possono eseguire esercizi stando in equilibrio su un piede solo o su entrambi, con un feedback visivo dei movimenti compiuti.

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