Maggio 9, 2022

Come uno stile di vita sedentario compromette la nostra salute

  • Sono diversi i motivi che oggigiorno ci inducono a fare sempre meno movimento. Ma facciamo bene?
  • La sedentarietà è la caratteristica del nuovo millennio: è il quarto fattore di rischio per la salute.
  • Demenza, diabete, ictus, postura scorretta: cosa accade se restiamo sedentari a lungo.
  • Attività fisica e sport sono fondamentali per mantenere uno stile di vita attivo.
  • L’esercizio fisico, al pari di prevenzione e cura, contribuisce a migliorare il benessere psico-fisico.

Non è mai troppo tardi per cambiare stile di vita

Ci siamo abituati a incontrare colleghi e amici online, a fare acquisti con un clic e a farci consegnare la spesa a casa. Preferiamo l’ascensore e i mezzi motorizzati a qualche rampa di scale e alla bicicletta. Come se non bastasse, anche la pandemia, con le sue restrizioni, ha acuito la nostra pigrizia. E poi ci sono le scuse che ci diamo: “Non ho tempo, sono sempre di corsa”.

Destreggiandoci come acrobati nella frenesia della quotidianità, di fatto ci muoviamo poco o per nulla. E non ci rendiamo conto di come uno stile di vita sedentario possa produrre effetti indesiderati sulla salute. Effetti che, a lungo andare, possono tramutarsi in malattie gravi.

Da 0 a 4: i rischi della mancanza di esercizio fisico

Sedentarietà non significa solo star seduti. Comprende, in realtà, tutte le condizioni caratterizzate da un dispendio energetico 1,5 volte inferiore a quello del riposo e del sonno. Qualche esempio: leggere, guidare l’auto, guardare la televisione.
Diversa è l’inattività, ovvero il non praticare movimento per scelta o per la presenza di limitazioni fisiche o funzionali. Le ripercussioni che possono derivare dall’una e dall’altra sono così serie che, nel 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha aggiornato le sue Linee guida su attività fisica e comportamento sedentario.
Per quanto non sia a tutti gli effetti una patologia, infatti, lo stile di vita sedentario è considerato il quarto fattore di rischio per la salute. Tanto più se associato a fumo, alcool e a una cattiva alimentazione.
Prendersi cura di sé, quindi, significa anche fare movimento. Le occasioni per farne un po’ ogni giorno non dovrebbero mancare. Qualunque sia l’età e lo stato: gravidanza, disabilità, malattie croniche.

Le conseguenze di una vita sedentaria

Le malattie dovute alla sedentarietà possono riguardare sia il corpo sia la mente, con tutte le loro funzionalità. Le più frequenti sono:

  • sovrappeso e obesità;
  • diabete di tipo 2;
  • ipertensione arteriosa, ictus e ischemia;
  • aterosclerosi e patologie cardio-vascolari;
  • tumori, in particolare alla mammella e al colon-retto;
  • ansia, depressione e disturbi del sonno;
  • demenza.

Non solo. I rischi di una vita sedentaria possono investire anche muscoli, ossa e articolazioni. La perdita di massa muscolare, la riduzione della densità minerale ossea e l’irrigidimento delle articolazioni possono infatti condurre a posture scorrette, artrosi e osteoporosi.
Stare seduti in maniera errata, inoltre, porta a sovraccaricare la schiena con conseguenti danni alla colonna vertebrale. Da qui possono derivare forme di lombalgia, lordosi, cifosi ed ernia del disco.

Da uno stile di vita sedentario a uno attivo

Come contrastare la sedentarietà? Attraverso il movimento. Facile a dirsi, più complicato da mettere in pratica. Anche perché molte persone non pensano di avere uno stile di vita sedentario o, al contrario, ritengono di svolgere un’attività fisica sufficiente.
Per essere fisicamente attivi conta ogni movimento. Per sfruttare a pieno tutti i vantaggi del movimento, dovremo controllare che il nostro sistema priopriocettivo-posturale funzioni correttamente. Così come il computer di bordo di un’ automobile permette la massima efficienza degli automatismi di frenata, assetto e distribuzione della potenza del motore alle ruote, così il nostro sistema posturale determina la qualità dei nostri movimenti ed il benessere delle nostre articolazioni e del nostro corpo in generale. Camminare, fare le pulizie di casa, occuparsi del giardino o portare a spasso il cane sono alcune semplici azioni che hanno un impatto positivo sul fisico e sull’umore.
Naturalmente, anche lo sport è un toccasana, purché non venga praticato saltuariamente. Non si può pensare di concentrare lo sforzo fisico in una partita a calcetto settimanale o in due ore di trekking la domenica. L’attività fisica, sia essa moderata o vigorosa, va distribuita nei sette giorni. In breve, dovrebbe diventare una buona e regolare abitudine.

I consigli per (ri)mettersi in movimento

La motivazione da sola non basta. Per allenare al movimento ci vuole gradualità e, se necessario, il supporto di uno specialista che sappia consigliare l’attività fisica più opportuna. L’esercizio fisico è utile non solo come forma di prevenzione, ma anche come cura. Prediligere il fai da te per “curare” uno stile di vita sedentario, dunque, non è sempre la soluzione migliore. È utile affidarsi a un professionista che sappia elaborare un piano personalizzato, studiato per il corretto movimento della persona. I primi benefici interesseranno:

  • la percezione del proprio corpo nello spazio;
  • la postura e l’equilibrio;
  • i muscoli e le articolazioni;
  • la respirazione e l’attività cardiaca.

Il fatto che tutte le parti del corpo lavorino in modo armonico fa bene anche all’umore. Ci si sente dinamici e pieni di energia.

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