Novembre 2, 2022

Disturbi del sonno: quali possono essere le cause?

  • È fondamentale come mangiare e bere, eppure non sempre il sonno è conciliante.
  • Insonnia, stress, cattivi pensieri, bruxismo sono tra le cause dei disturbi del sonno.
  • I disturbi del sonno possono essere saltuari o cronici e possono sortire effetti diversi.
  • Anche la postura scorretta può inficiare la qualità del sonno.

Dormire bene non è da tutti

Trascorriamo un terzo della nostra vita a dormire. Uno stato fondamentale per tutto il nostro corpo, che fa di questo momento l’occasione principe per rigenerarsi in toto. Si libera, infatti, delle sostanze di scarto accumulate durante il giorno e rimette a nuovo la mente. E c’è di più: va ad agire sul consolidamento della memoria, sul controllo dell’infiammazione e sulla regolazione ormonale, metabolica e cardiovascolare. Per i bambini, inoltre, rappresenta un toccasana perché contribuisce allo sviluppo neurocognitivo e alla crescita.
Il meccanismo, però, funziona solo se il sonno è davvero ristoratore. E ciò, come molti avranno sperimentato, non accade sempre. A comprometterlo sono i cosiddetti disturbi del sonno dalle cause più svariate, alcune delle quali possono condurre a problematiche di salute importanti, con ripercussioni sulla qualità di vita.

Disturbi del sonno: le cause principali

Vi sono persone che faticano ad addormentarsi, ma poi riescono a dormire bene. Altre che non riescono a mantenere un sonno prolungato. Altre ancora che si svegliano e non sono più in grado di riaddormentarsi.
Vi sono poi persone per le quali bastano cinque o sei ore di sonno per star bene; altre che ne necessitano dieci. Per la maggior parte, invece, sono sufficienti sette/otto ore a notte.
Alla base di queste differenze potrebbero esservi disturbi del sonno, le cui cause più comuni possono essere ricondotte a:

  • insonnia, apnee notturne o russamento patologico;
  • epilessia notturna e narcolessia;
  • ansia, stress, depressione e disturbi dell’umore;
  • sindrome delle gambe senza riposo;
  • bruxismo;
  • fattori che alterano il normale ritmo sonno-veglia, riconducibili per esempio a disturbi della tiroide o all’ipertensione arteriosa.

Possono concorrere anche le preoccupazioni e le cattive abitudini. Tra queste: l’eccessiva assunzione di caffeina e alcol, il fumo, la cena pesante e l’attività sportiva svolta in orario serale, l’uso frequente, specie nelle ore serali, di tablet, smartphone o pc.

Il buongiorno si vede… dalla stanchezza

Non dormire porta con sé diverse conseguenze. I sintomi tipici dei disturbi del sonno sono:

  • stanchezza cronica (astenia);
  • eccessiva sonnolenza diurna;
  • diminuzione dell’attenzione e della concentrazione;
  • mal di testa;
  • ansia e irritabilità.

Se la mancanza di sonno è occasionale, si possono adottare piccoli, ma salutari accorgimenti. Molto utile è coricarsi e svegliarsi sempre alla stessa ora, servirsi della camera da letto solo per riposare, non fare esercizio fisico intenso prima di andare a dormire (almeno nelle quattro ore precedenti), ed esporsi con regolarità alla luce solare per favorire il corretto ritmo circadiano.
Se i disturbi del sonno acquisiscono una forma cronica, in genere si ricorre ai farmaci, in primis alla melatonina e a rimedi naturali fitoterapici o gemmoderivati, ad esempio. Certo è che, in questi casi, è consigliato risalire alle cause e rivolgersi al medico per capire come curare i disturbi del sonno.

Questione di postura

Va sottolineato che, durante il sonno, persino la postura dovrebbe essere corretta. Facile a dirsi, difficile da tenere sotto controllo, dirà qualcuno. Eppure, assumere posizioni errate può influire molto sul benessere dell’organismo. Può aumentare la tensione muscolare e quella dei nervi. Schiena e collo vanno in sofferenza e anche la circolazione del sangue di mani e piedi ne risente. Se la superficie d’appoggio (materasso e doghe, ad esempio) è troppo rigida o, al contrario, eccessivamente morbida e affossata, il tono posturale (ovvero la tensione dei muscoli antigravitari) non si ridurrà, come invece è bene accada nottetempo. Il risultato è che ci si sveglierà doloranti o con una sensazione d’intorpidimento o formicolio. Insomma, non ci si sentirà riposati.
Una postura corretta anche a letto, invece, permette al collo, alle spalle e alla schiena di rilassarsi e contribuisce ad acquisire l’energia necessaria per affrontare la nuova giornata. Va evitata in senso assoluto la posizione prona, a pancia in giù, che porta sempre a posizione inadeguata le varie articolazioni del corpo. Potete provare a stare di fianco mantenendo stretto tra le braccia un cuscino.
Imparando le posizioni corrette da tenere durante il giorno, il cervello sarà in grado di riprodurle anche durante la notte. Per questo è importante allenarsi. La ginnastica posturale aiuta a raggiungere la giusta naturalezza ed elasticità del corpo, poiché va a lavorare su tutta la muscolatura.

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