Febbraio 24, 2022

Dolore al petto: potrebbe essere colpa di una postura scorretta

Un sintomo, tante cause

Il dolore al petto, si sa, è un sintomo che non deve mai essere sottovalutato. All’origine potrebbero esservi problemi di natura cardiaca, polmonare o gastroesofagea, ma anche infiammazioni, infezioni, stiramenti muscolari e persino attacchi di panico. Forse non tutti sanno, però, che il dolore toracico può derivare anche da una cattiva postura. Ogni giorno eseguiamo decine e decine di movimenti in modo automatico. Questi finiscono per caratterizzare il nostro modo di camminare, sedere, dormire, guidare, sollevare un oggetto e via dicendo. In questo articolo, vedremo qual è la correlazione tra il dolore al petto e la postura.

Gabbia toracica: il custode da preservare

Uno degli effetti della postura sbagliata sta nell’anomala compressione della gabbia toracica e dei muscoli del diaframma.
La gabbia toracica è quella struttura scheletrica che si estende dal collo alla parte superiore dell’addome. È formata da 12 paia di coste. Queste, come archi, circoscrivono la cavità toracica, collegandosi con altrettante vertebre nella parte posteriore e con lo sterno in quella anteriore. La sua base è chiusa dal diaframma, il muscolo che, contraendosi, ci permette di respirare.
Per queste sue caratteristiche, la gabbia toracica svolge tre funzioni molto importanti:

  • protegge organi come il cuore e i polmoni;
  • contribuisce a sostenere il corpo;
  • supporta il processo di respirazione.

Una postura scorretta può mandare in sofferenza questa struttura, causando affaticamento e dolore al petto.

Dolore al petto per cattiva postura: qualche esempio

Tra i disturbi al petto che possono essere dettati da una postura errata vi è la sindrome dello stretto toracico. A provocarla è la compressione dei nervi e dei vasi sanguigni che passano per la parte superiore del torace. Queste strutture e questi condotti interessano i muscoli del collo, la clavicola e il muscolo del pettorale. Tale condizione può scaturire dalla tendenza a mantenere la testa protesa in avanti e le spalle in atteggiamento di chiusura. Così facendo, si verifica un restringimento dello spazio a disposizione delle strutture vascolari e nervose.
La postura può anche essere all’origine del dolore al petto di tipo intercostale. In questo caso, si assiste a una compressione dei fasci muscolari tra le coste, in conseguenza di scoliosi, ernia del disco o spondiloartrosi.
Non solo: le fitte intercostali possono presentarsi in presenza di stati d’ansia. I muscoli, sottoposti a uno stress continuo, arrivano a modificare e irrigidire la postura.

Agire sulla postura: consigli utili per contrastare il dolore al petto

Le cause del dolore al petto vanno indagate attraverso specifici esami clinici. Va infatti appurato, per esempio, che non siano correlate a disfunzioni a livello cardiaco.
Nel caso si tratti di dolori intercostali e posturali, una valutazione funzionale da parte del medico specialista permetterà di stabilire il giusto percorso terapeutico da intraprendere. Agire sulla postura consente di ridurre la tensione muscolare, favorire la mobilità articolare e migliorare la propria capacità di controllo su una condizione che potrebbe ripresentarsi.
In tal senso, potrà essere utile un'attività di terapia manuale e fisioterapia non solo come trattamento, ma anche per la prevenzione di nuovi episodi. Gli esercizi possono essere di vario tipo: di apertura, rilassamento, allungamento e respirazione. Va da sé che occorre prestare attenzione anche allostile di vita. È importante fare movimento, correggere le posture sbagliate e seguire una dieta sana. In questo modo si danno ai muscoli tutte le sostanze di cui hanno bisogno per le loro funzioni.

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