Luglio 18, 2022

Dolore al pollice, potrebbe essere rizoartrosi. Di cosa si tratta?

  • Piegare il pollice può essere fonte di dolore e impedire semplici azioni.
  • La rizoartrosi è dovuta a un’infiammazione dell’articolazione del pollice.
  • Tra le cause più comuni del dolore al pollice vi sono l’invecchiamento, la predisposizione genetica e l’obesità.
  • Dolore, gonfiore, rigidità sono alcuni dei principali sintomi della rizoartrosi.
  • Per trattare questo disturbo è consigliata una terapia di tipo conservativo.

Se piegare il pollice fa male

Quante azioni compiamo con le mani. Da bambini ci hanno permesso di intraprendere un viaggio sensoriale alla scoperta del mondo circostante. Poi, via via, sono divenute lo strumento con cui abbiamo imparato a effettuare movimenti sempre più complessi e precisi. Afferrare, sollevare, stringere, tirare, premere… la lista potrebbe continuare all’infinito. Può accadere, però, che col trascorrere del tempo questi gesti diventino meno fluidi e, soprattutto, siano accompagnati da disturbi di varia natura. Uno di questi potrebbe essere il dolore in corrispondenza del pollice. Un dolore così fastidioso, soprattutto quando si piega il dito, che anche solo tenere in mano una penna o aprire un barattolo può costare fatica. Di cosa si tratta? Della rizoartrosi.

L’artrosi del pollice

Come tutte le forme di artrosi, anche la rizoartrosi colpisce un’articolazione. Nel nostro caso si tratta di quella alla base del pollice, come ci ricorda il suffisso di origine greca rizo-, che significa “radice”.

L’articolazione fonte del dolore al pollice è quella che congiunge l’osso trapezio del carpo e il primo metacarpo, le ossa che formano lo scheletro del primo dito della mano. In condizioni normali, la buona funzionalità di questa articolazione consente al pollice di eseguire vari movimenti, ossia di flettersi, estendersi e opporsi alle altre dita, fondamentale per la funzione di prensione degli oggetti.

Con l’invecchiamento, tuttavia, la cartilagine che protegge le ossa tende ad assottigliarsi. È qui che possono presentarsi delle deformazioni sulla superficie articolare che danno luogo a un’infiammazione. Ad accentuarla è l’eccesso di produzione del liquido sinoviale che smette la sua azione lubrificante e finisce per causare la comparsa di dolore e gonfiore.

Le cause della rizoartrosi

La rizoartrosi del pollice tende a manifestarsi dopo i 40 anni. Ma l’avanzare dell’età non è la sola causa di questo disturbo. Possono concorrere anche altri fattori come:

  • l’appartenenza al genere femminile, data la prevalenza della rizoartrosi nelle donne, tanto più se in menopausa;
  • la predisposizione genetica, poiché alcune malattie possono portare alla degenerazione delle cartilagini articolari;
  • la familiarità, vale a dire la presenza della stessa o di altre forme di artrosi in altri membri della famiglia;
  • l’obesità, in quanto mette a rischio le articolazioni mobili;
  • precedenti lesioni a carico della stessa articolazione;
  • lo svolgimento di attività che causano stress articolare;
  • la postura inadeguata del tronco, della scapola e dell’arto superiore.

Come si riconosce la rizoartrosi

I sintomi della rizoartrosi possono essere disparati. In una prima fase, la persona può non provare alcun disturbo o, tutt’al più, provarlo occasionalmente. Con il tempo, invece, possono comparire i segnali tipici dell’infiammazione articolare:

  • dolore alla base del pollice, specie in concomitanza con i movimenti;
  • gonfiore nella parte inferiore del dito;
  • senso di rigidità, soprattutto al risveglio e nei primi movimenti in particolare di estensione;
  • debolezza, al punto che viene meno la capacità di stringere con sicurezza gli oggetti;
  • scrosci anomali;
  • tumefazione, nelle fasi più avanzate.

Il dolore al pollice può interessare una o entrambe le mani. Per questo la rizoartrosi viene definita monolaterale o bilaterale.

Come trattare il dolore al pollice

La terapia conservativa, vale a dire non chirurgica, è in genere il primo approccio proposto per trattare la rizoartrosi alla mano. Naturalmente previa indicazione dello specialista che avrà condotto la visita e al quale è consigliato rivolgersi ai primi sintomi per rallentarne la progressione.

Questo tipo di terapia ha lo scopo di alleviare il dolore e di ridurre lo stato infiammatorio. Ad oggi, infatti, non esiste una cura che si possa ritenere risolutiva.

Le principali soluzioni per trattare il dolore al pollice consistono in:

  • tutori da indossare durante il riposo notturno per proteggere l’articolazione e favorire la disinfiammazione;
  • un percorso fisioterapico con cure fisiche tipo onde d’urto, tecar, laser od onde elettromagnetiche, per attenuare le fasi infiammatorie e degenerative; 
  • un percorso riabilitativo posturale (di correzione degli automatismi errati);
  • infiltrazioni con ossigeno/ozono o mesoterapia e agopuntura. In casi limitati infiltrazioni con farmaci antinfiammatori e cortisone.

Esercizi mirati permettono di educare la persona a un uso funzionale della mano che non vada a sollecitare in malo modo le articolazioni. I risultati saranno tangibili nello svolgimento di molte attività quotidiane che potranno, quindi, risultare più sostenibili fisicamente.

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