Settembre 14, 2022

Dolore dietro al collo: cosa può essere?

  • Più o meno tutti abbiamo provato, almeno una volta nella vita, un certo dolore dietro al collo definendolo in vario modo.
  • Il dolore interessa le vertebre superiori della colonna vertebrale, quelle che sostengono il collo e la testa.
  • Postura scorretta, colpo di frusta, stress, malattie: le cause più comuni del male al collo.
  • Il dolore prende nomi specifici a seconda delle zone coinvolte e degli eventuali sintomi associati.
  • Il dolore tende a sparire da solo, ma per alleviare i sintomi può essere utile la ginnastica posturale cervicale, eseguita sotto la guida di uno specialista.

Se il collo è rigido e dolorante

Per alcuni è avere il torcicollo, per altri la “cervicale”. Cambiano le parole, ma entrambe le espressioni hanno in comune il sintomo: il dolore dietro al collo. Di fatto, la nuca è come bloccata e girare la testa diventa un’impresa ardua. C’è però una buona notizia. In genere, questo tipo di malessere tende a risolversi in modo spontaneo nel giro di pochi giorni. Solo in casi limitati, spesso associati ad altri fattori, il disturbo perdura nel tempo ed è necessario rivolgersi a uno specialista. Inquadrare le cause è il primo passo per stabilire il trattamento più opportuno da seguire.

Anatomia della parte posteriore del collo

Parlare di dolore dietro al collo significa riferirsi a un dolore localizzato nella regione cervicale, quella che collega la testa al tronco. Essa è costituita da sette vertebre cervicali. Separate da dischi di materiale gelatinoso e cartilagine, sostengono e stabilizzano il cranio. Proteggono, inoltre, il midollo spinale che, con i suoi fasci nervosi, gestisce la comunicazione tra il cervello e gli organi e viceversa. Nel collo sono presenti anche altre strutture anatomiche. Precisamente:

  • i muscoli, che consentono di effettuare svariati movimenti;
  • i legamenti, che, assieme ai muscoli, sostengono la colonna vertebrale;
  • i vasi sanguigni e linfatici per la circolazione al cervello e al capo;
  • la faringe, la laringe, la trachea per il passaggio degli alimenti e dell’aria;
  • la ghiandola tiroide nella parte anteriore tra laringe e trachea.

Vi sono, infine, i nervi che dalla cervicale raggiungono gli arti superiori e i nervi del sistema neurovegetativo per la regolazione di varie funzioni fisiologiche.

Male al collo: le cause possibili

Spesso sentiamo le persone attorno a noi dire che hanno male dietro al collo per via di un colpo di freddo. In realtà, la rigidità muscolare del collo ha origine, nella maggior parte dei casi da:

  • posizioni sbagliate assunte specie da seduti (al lavoro o nel tempo libero) o da un uso eccessivo e continuativo di smartphone e tablet.
  • posture scorrette ed errori dati dallo stile di vita.

Talvolta, più raramente, la rigidità muscolare deriva da patologie come la scoliosi o il dorso curvo. Solo nella minoranza dei casi, invece, vi è una responsabilità traumatica (colpo di frusta, infortunio sportivo, lesioni di muscoli, legamenti o nervi).

Altri fattori di rischio

Altri importanti fattori di rischio sono lo stress e l’ansia. Sono, infatti, in grado di generare una forte tensione a livello dei muscoli del collo in particolare di quelli profondi, con funzione antigravitaria/posturale. Se perduranti, stress e ansia determinano una modificazione del controllo posturale, generando un “circolo vizioso” di dolore al collo e aumento di ansia.
Anche alcune malattie possono essere annoverate tra le cause del dolore al collo. Le più comuni sono l’artrite reumatoide, il bruxismo, l’ernia del disco, la fibromialgia e la stenosi spinale cervicale. Possono giocare un ruolo, per quanto raro, l’emicrania e la cefalea, la meningite, l’infarto, l’angina e alcuni tumori (ad esempio quello dell’apice polmone).

L’importanza di localizzare il dolore

Per conoscere l’origine del dolore dietro al collo è utile anzitutto valutare dove è situato esattamente.

  • Se il dolore riguarda solo il collo ed è accompagnato da rigidità muscolare e mobilità ridotta, si tratta di un’infiammazione della cervicale nota come cervicalgia (o dolore cervicale)¹. 
  • Quando il dolore s’irradia alle spalle, alle braccia e fino alla mano, siamo in presenza di una cervicobrachialgia o sindrome cervicobrachiale. Può associarsi a formicolio o a un’eccessiva sensibilità degli arti.
  • In presenza di cefalea tensiva o di emicrania, vertigini, nausea e vomito, disturbi alla vista o all’udito, è più corretto parlare di sindrome cervico-cefalica.

Altri sintomi associati, piuttosto rari, vanno dalla perdita di controllo della funzione vescicale o intestinale a disturbi propriocettivi, come problemi di equilibrio e coordinazione.

Dolore dietro al collo: cosa fare

Il dolore dietro al collo tende a regredire spontaneamente dopo circa una settimana. Se non trattati adeguatamente, tuttavia, i sintomi possono ripresentarsi presto. Ecco perché rivolgersi a un esperto è utile per non rischiare di aggravare la situazione con metodi fai da te.
Tipicamente, dopo una breve fase di riposo, i primi accorgimenti suggeriti per alleviare il dolore possono essere di tipo biomeccanico. Ovvero ricercando posizioni e movimenti che riducono, attenuano o fanno scomparire il dolore. Si può intervenire anche a livello farmacologico, con analgesici-decontratturanti che agiscono, però, solo sui sintomi e non sulle cause. Dal canto loro, l’agopuntura, la terapia manuale posturale e l’osteopatia vanno, invece, ad agire sulle cause primarie che hanno scatenato i sintomi. Ricordiamo che l’obiettivo finale dovrebbe essere quello di restituire la restitutio ad integrum, ovvero la guarigione della funzione principale che è il movimento. 

Il ruolo del movimento e della riabilitazione propriocettiva

Continuando ad analizzare le strategie contro il dolore al collo, un contributo può essere dato pure dalla ginnastica posturale cervicale, dallo yoga e dal pilates. Tutti fanno leva su esercizi di movimento, stabilizzazione e allungamento muscolare nel rispetto della postura dell’individuo.
Il programma può prevedere, infine, una riabilitazione di carattere propriocettivo. Questo per recuperare il controllo articolare e muscolare attraverso l’automatismo dei riflessi posturali potenziando così anche l’equilibrio.
Capitolo impacchi: meglio se caldi, specie se c’è tanta contrattura (per rilassare i muscoli contratti) o freddi (per ridurre il dolore) sulla zona dolente. Occorre, però, prestare particolare attenzione, come anche nell’uso di tutori, cui molti ricorrono come forma di automedicazione. In questi casi è sempre bene che sia il medico ad avallare l’opportunità di ricorrervi e, se sì, con quali modalità.

NOTE

¹ Si parla di torcicollo, invece, non solo se le fitte sono intense, ma quando sono specificamente causate da una contrattura importante dei muscoli del collo. In questa condizione, il collo tende a rimanere piegato da un lato o in avanti a seconda dei muscoli coinvolti; il movimento della testa è pressoché impossibile e assai doloroso.

² La guarigione completa dell’organo ammalato, con la scomparsa definitiva di tutti i fenomeni morbosi, senza reliquato anatomico o funzionale.

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