Maggio 30, 2024

L’importanza dello sport per i giovani in adolescenza. Pietro Colleoni

Chi ben comincia è a metà dell’opera, recita un noto proverbio. Vale anche per l’attività fisica. Praticarla sin dall’infanzia e proseguirla durante l’adolescenza ha comprovati benefici a livello fisico, sociale, cognitivo e psicologico. 
All’inizio sono il gioco e il movimento in generale a contribuire allo sviluppo della salute e del benessere nel bambino ma, nel tempo, sono l’impegno e la costanza a fare la differenza. Purtroppo però il drop-out sportivo, ovvero il tasso di abbandono tra i giovanissimi, registra picchi preoccupanti¹. E non è solo per una questione di pigrizia. A incidere sono la competizione e le pressioni eccessive, lo stress, i messaggi tossici veicolati dai social network e gli impegni scolastici. Come far comprendere, allora, l’importanza dello sport per i giovani in fase di crescita?
Raccontandovi le storie di giovani atleti che si rivolgono al centro Lab of Move di Verona. In questo articolo vi presentiamo Pietro Colleoni, sedicenne con il debole per il calcio. 

Dritto in porta

Il primo tiro con una squadra lo ha fatto all’età di 5 anni. Da allora, Pietro ne ha percorsa di strada, trovando la sua migliore espressione come portiere, e oggi gioca nell’Avesa, categoria allievi under 17.
«Il calcio è una passione, un momento che mi dedico al di fuori dello studio e che riesco a conciliare con gli altri impegni. Lo considero una sana abitudine, come l’andare in palestra o incontrare gli amici», confida il liceale che vede il suo futuro nel mondo della medicina o dell’economia.
Nessuna ambizione agonistica, dunque. Dietro a tanto sport c’è soprattutto la voglia di divertirsi, stare in gruppo e prendersi cura di sé. Ciò significa saper prestare attenzione anche ai cambiamenti anomali del proprio corpo per trattarli precocemente. Ed è quello che Pietro ha fatto con le sue spalle.

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Questione di altezza… delle spalle

Ad un’occhiata superficiale poteva sembrare tutto nella norma. In fondo, non c’era dolore. Solo uno sguardo attento, invece, poteva notare che le spalle di Pietro erano leggermente asimmetriche.
«Il problema ha cominciato a manifestarsi con la crescita e, di per sé, non mi dava disturbo. Mi ero accorto, però, che tendevo a portare la testa verso sinistra. Avevo assunto questa posizione perché la spalla destra era appena più alta dell’altra – spiega il giovane calciatore –. Dopo una prima visita con il Dr. Picotti nel 2020, sono ritornato nel centro Lab of Move l’estate scorsa per curare questo squilibrio delle spalle».
Gli esami strumentali e i test diagnostici hanno permesso di creare un percorso personalizzato che ha iniziato a dare risultati già dopo poche sedute.
«I primi benefici li ho percepiti quasi subito grazie a esercizi che hanno riguardato tutto il corpo – prosegue Pietro –. Il Dr. Picotti ha fatto un grande lavoro e ora le spalle sono completamente allineate».

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Allenare la propriocezione sin dall’adolescenza

Propriocezione e postura. Il percorso di Pietro nel centro Lab of Move di Verona è partito con una valutazione dell’efficienza di questi complessi sistemi strettamente integrati tra loro. Tradotto, è stata analizzata la sua capacità di percezione ed equilibrio, l’efficienza dei movimenti e la coordinazione, con uno sguardo anche allo stato di muscoli e articolazioni. Il Dr. Picotti è andato, così, oltre il problema alle spalle, grazie all’approccio globale che adotta per ogni paziente.
Il passo successivo è stato quello di definire un programma di allenamento della propriocezione, per esempio con l’ausilio di balance board, elastici o software di ultima generazione.
«Il Dr. Picotti mi ha accompagnato con molta professionalità e gentilezza – afferma lo studente che, da qualche mese, al calcio ha affiancato la palestra –. È un’altra attività fisica che faccio per me, per rafforzare la muscolatura».

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Intervenire presto per curare meglio

La diagnosi precoce ha consentito di intervenire tempestivamente e di correggere un difetto dovuto alla crescita e acuito da una postura scorretta. Se Pietro e la sua famiglia avessero lasciato correre, il problema sarebbe potuto evolvere. L’asimmetria delle spalle, infatti, può essere la spia di condizioni tipiche dell’età dello sviluppo: la scoliosi e l’atteggiamento scoliotico.

  • La scoliosi consiste in una curvatura della colonna vertebrale che, a seconda del tratto in cui è localizzata e del grado di severità, può dar vita a una gobba o a una doppia curva. Nella maggior parte dei casi non ha una causa precisa, per questo è detta “idiopatica”. Per trattarla è utile la ginnastica posturale ma, in certe situazioni, può essere indicato l’uso del busto o l’intervento chirurgico.
  • L’atteggiamento scoliotico è una deviazione transitoria della colonna vertebrale che non comporta deformazioni e si risolve con la rieducazione posturale.

LEGGI ANCHE: Scoliosi e sport: quale fare?

L’importanza dello sport per i giovani: principali benefici

La storia di Pietro Colleoni evidenzia come il binomio sport e giovani sia vincente. Qualsiasi disturbo, piccolo e grande che sia, non deve fermare il piacere di uno stile di vita attivo². Anzi, lo sport nell’adolescenza consente di:

  • migliorare le capacità fisiche e lo sviluppo osteo-muscolare;
  • tenere sotto controllo il peso;
  • ridurre la comparsa di malattie cardiovascolari, metaboliche e tumorali;
  • accrescere le capacità cerebrali e la velocità di elaborazione cognitiva.

Non solo: lo sport migliora l’umore e fa scaturire più energia, favorisce il sonno ristoratore e la socialità con la nascita di nuove amicizie.
Quando lo sport è di squadra, inoltre, si impara a collaborare per raggiungere obiettivi comuni.
«Del calcio amo proprio il senso di unione che si respira tra compagni e la possibilità di migliorarsi costantemente – conclude il giovane portiere –. Spero di continuare a giocare ancora a lungo».

NOTE

¹ Per saperne di più: Attività fisica e sedentarietà nell’adolescenza, Istituto superiore di sanità

² Leggi le principali raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità su attività fisica e sedentarietà: WHO guidelines on physical activity and sedentary behaviour

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