Settembre 6, 2023

Mal di stomaco psicosomatico: rimedi per ansia somatizzata allo stomaco

  • Dalla mente al corpo: tutto parla del nostro stato d’animo.
  • Le troppe preoccupazioni sono all’origine di stress e ansia che impattano sull’apparato digerente.
  • Bruciore e gonfiore: i sintomi principali del mal di stomaco psicosomatico.
  • Cambiare stile di vita per stare meglio: da dove cominciare.

Mandare giù, non sempre è tutta salute

Capita di dover ingoiare bocconi amari ma, se rimangono sempre sullo stomaco, c’è il rischio che il nostro corpo, prima o poi, lanci segnali d’allarme. Ed è proprio lo stomaco il primo organo a non digerire più questa situazione. Infatti, essendo in contatto con le aree del cervello deputate alle emozioni e agli stati d’animo, è lo specchio della nostra vita quotidiana. Ciò significa che non accoglie solo il cibo che mangiamo, ma anche tanti “pezzi” della nostra realtà che non è detto che riesca a trasformare e assimilare. Ne scaturiscono sintomi che dicono molto del nostro livello di stress e ansia e che sono all’origine del cosiddetto mal di stomaco psicosomatico.

L’impatto delle nostre tensioni sullo stomaco

Ansia e stress sono condizioni diffuse, nella società odierna, e possono dipendere da più cause. Le più comuni sono riconducibili a:

  • problemi finanziari;
  • pressione lavorativa;
  • preoccupazioni riguardanti la propria salute o quella di una persona cara;
  • tensioni familiari.

Un po' di stress è salutare, i medici lo chiamano “eustress”. Il nostro organismo, in milioni di anni, si è evoluto per permetterci di adattarci e reagire a stimoli anche intensi, ma di breve durata. Nella società moderna, però, siamo letteralmente bombardati da piccoli o medi stress continui per i quali il nostro corpo non è preparato: sociali, ambientali, fisici, psicologici, emotivi, infettivi, traumatici.
La forte apprensione incide sulla produzione di cortisolo e adrenalina. Si attivano dei circuiti cerebrali e ormonali che ci permettono di sopravvivere, ma con un dispendio energetico maggiore e, se perdura nel tempo, con effetti sul nostro corpo che si usurerà prima del tempo o ci porterà verso vere e proprie malattie. Tra gli organi bersaglio di questi squilibri ci sono quelli dell’apparato digerente. Infatti, aumenta la produzione di succhi gastrici acidi, che provocano l’irritazione della mucosa gastrica. Anche l’attività della muscolatura e dell’irrorazione sanguigna della mucosa cambierà in senso disfunzionale.
A incidere è anche l’iperattività del sistema nervoso. Quest’ultimo agisce sulla motilità gastrointestinale, rendendo più difficile il processo di digestione e, quindi, l’assimilazione del cibo.
Ne derivano, come vedremo, tutta una serie di sintomi frutto di somatizzazione per cui il disagio psicologico si manifesta a livello corporeo.

Leggi anche: Come combattere ansia e depressione: il ruolo dell’attività fisica

Ansia e mal di stomaco: i sintomi

Quando il mal di stomaco è psicosomatico, perché correlato ad ansia e stress, la pancia “ci parla” in vari modi. Per esempio, tramite la comparsa di:

  • bruciore di stomaco, che può essere associato ad acidità;
  • gonfiore e dolore addominale;
  • cattiva digestione o indigestione;
  • calo dell’appetito o senso di sazietà precoce;
  • una sensazione di “stretta allo stomaco”.

In talune situazioni, possono manifestarsi nausea e vomito, stitichezza o diarrea e reflusso gastroesofageo. Anche il sonno notturno può risentirne. Addormentarsi può risultare difficoltoso, così come si può essere protagonisti di risvegli frequenti.

Leggi anche: Benessere emotivo: tre esercizi per migliorare l’umore

Ansia somatizzata allo stomaco: rimedi

Curare il mal di stomaco psicosomatico richiede di mettere mano alle preoccupazioni e ai problemi che ci attanagliano, prendendoci del tempo per noi. Se la psicoterapia è una possibile strada da intraprendere, non vanno dimenticate altre valide azioni. Innanzitutto, esistono dei test strumentali come la bioimpedenziometria multicompartimentale (BIA-ACC) la fotopletismografia digitale (PPG SF ANS) e la ematoencefalografia (HEG) che permettono di valutare, in modo molto preciso e scientificamente provato, l’efficienza del nostro cervello. In particolare, analizza l’attività della corteccia frontale, nella sua funzione di controllo sugli organi, e del sistema nervoso autonomo, ovvero la centralina che fa da tramite tra cervello e corpo e che fa funzionare tutti gli organi, regolando la temperatura, il respiro, il battito cardiaco, la digestione, la riproduzione, le difese immunitarie.
Ci sono, poi, alcuni comportamenti che ci possono aiutare a ridurre il mal di stomaco psicosomatico.

  • Rivedere l’alimentazione: privilegiare cibi a basso contenuto di grassi, frutta e verdura; evitare il consumo di alcol; masticare lentamente e non saltare i pasti.
  • Praticare attività fisica con regolarità: aumenta i livelli di endorfine e riduce lo stress.
  • Fare esercizi di respirazione diaframmatica e addominale: la concentrazione di ossigeno nel sangue aumenta, la pressione arteriosa si riduce, il battito cardiaco è controllato.
  • Provare il rilassamento muscolare progressivo: come lo stretching, è in grado di allentare la tensione, agendo sulla componente muscolare.

Questi consigli sono utili anche a prevenire il mal di stomaco psicosomatico. Tuttavia, per valutazioni più specifiche è bene rivolgersi a uno specialista.

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