Aprile 14, 2023

Mancanza di sonno: quando si manifesta?

  • Dormire bene per stare bene: perché il riposo notturno non va sottovalutato.
  • Mediamente è consigliato dormire sette ore a notte.
  • La mancanza di sonno può produrre degli effetti sia  nel breve sia nel lungo periodo.
  • Nella maggior parte dei casi, la mancanza di sonno dipende dalle abitudini di vita.
  • Se aggiustare lo stile di vita non basta, è necessario rivolgersi al medico.

O Morfeo, perché sei tu Morfeo?

Chiudere gli occhi e goderci il meritato riposo dopo una giornata lunga e intensa. Per alcuni è facile: basta appoggiare la testa sul cuscino per essere subito accolti nelle braccia di Morfeo. Per altri è un vero e proprio miraggio. Pur volendo dormire, il sonno non arriva. E non necessariamente per una questione di insonnia. Anche abitudini di vita e disturbi fisici possono influire sulla qualità e la quantità del riposo. Scopriamo di più sulla mancanza di sonno in questo articolo.

Perché fa bene dormire

Il buon riposo si vede dal mattino. Un sonno ristoratore, infatti, ha una coda lunga sul resto della giornata. Numerosi studi ne hanno dimostrato le ripercussioni positive sul corpo e la mente.¹
Il fatto che i ritmi biologici rallentino consente diverse funzioni. 

  • L'organismo si rigenera, recuperando le energie spese durante la giornata.
  • Il cervello si purifica dalle tossine con un processo  che in gergo tecnico si definisce “washing”. L’encefalo, non essendo dotato di vasi linfatici, smaltisce le tossine e le sostanze da eliminare di notte attraverso i capillari ematici. Ciò avviene principalmente nelle fasi di sonno profondo e REM.
  • Durante il sonno vengono rielaborate le esperienze e memorizzate meglio le informazioni acquisite durante la fase di veglia.
  • La muscolatura si può rilassare.

Il risultato di tutto ciò è che le prestazioni nel lavoro e nello studio durante il giorno saranno più alte.
Va precisato, però, che non esiste una quantità giusta di ore di sonno da osservare. Il tempo dedicato al dormire è influenzato dal ritmo di vita e dalla genetica del singolo. Quel che conta è rispettare il proprio ritmo circadiano, ossia sonno-veglia, per non sottoporre il corpo a continui stress. Per la maggior parte delle persone, tuttavia, è sufficiente dormire dalle 7 alle 8 ore a notte per stare bene. Però è bene sottolineare che più che alla quantità bisogna puntare alla qualità del sonno.

Mancanza di sonno: i sintomi

Non sono certo solo le occhiaie a dire se si soffre di disturbi del sonno. Gli effetti della mancanza di sonno sono percepibili variamente nel breve e nel lungo termine. Nell’immediato, la persona avverte:

  • stanchezza eccessiva;
  • sonnolenza diurna;
  • difficoltà di concentrazione, attenzione e memoria;
  • cambiamenti dell’umore, irritabilità e ansia.

A lungo andare, invece, gli effetti possono investire il sistema immunitario e quello cardiovascolare, i livelli ormonali e le funzioni cognitive. La privazione del sonno può incidere persino sulla coordinazione e l’equilibrio, al punto che possono verificarsi delle cadute, e sul senso di fame, tanto che può manifestarsi un aumento di peso.

Disturbi del sonno: le cause

Una carenza di sonno protratta può essere dovuta a vari fattori legati allo stile di vita o a condizioni mediche. In linea generale possono incidere:

  • l’assunzione di caffeina, teina, cioccolato, alcol e nicotina;
  • la cena pesante;
  • l’attività sportiva praticata nelle 3-4 ore prima di coricarsi;
  • l’ambiente troppo rumoroso, illuminato o dalla temperatura elevata;
  • l’uso di dispositivi digitali come smartphone, tablet, pc;
  • il lavoro a turni.

Possono influire anche l’ansia, l’assunzione di farmaci e problematiche di tipo clinico. Le più comuni sono le malattie cardiache, il diabete, l’obesità, nonché le apnee notturne e la sindrome delle gambe senza riposo.

Consigli per affrontare la mancanza di sonno

Per ritrovare il sonno potrebbero bastare semplici accorgimenti che implicano un cambiamento delle abitudini. Tra questi: coricarsi e svegliarsi sempre alla stessa ora; servirsi della camera da letto solo per dormire, dotandola di un materasso e un cuscino adeguati; esporsi con regolarità alla luce del sole; eliminare alcolici, caffè, sigarette, tv e smartphone prima di coricarsi.
Se la carenza di sonno persiste è necessario consultare uno specialista. Individuata la causa, infatti, potrà indicare la terapia più opportuna da seguire. In diversi casi viene consigliata l’assunzione di melatonina, meglio nota come “ormone del sonno” perché aiuta a regolarizzare il ciclo sonno-veglia.
Non va dimenticato, infine, che anche mantenere una postura corretta a letto concorre a facilitare il riposo notturno. La posizione ideale da mantenere è quella sulla schiena perché la colonna vertebrale si distende, la muscolatura si rinforza e la respirazione migliora.

NOTE

¹ Per approfondire: “The impact of daily sleep duration on health: a review of the literature”.

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