Giugno 28, 2024

Metodo olistico: tempi di recupero da un trauma distorsivo alla caviglia

Mente sana in corpo sano. Il metodo olistico si potrebbe riassumere così: un approccio alla salute che considera l’individuo come un insieme di corpo, mente e spirito. L’aggettivo olistico deriva dal greco ὅλος e significa proprio “totalità”. Per questo, secondo tale approccio, non si può trattare un sintomo senza considerare il contesto più ampio in cui si manifesta e il corpo nella sua interezza. Questo metodo terapeutico aiuta i pazienti a conoscere meglio se stessi, ad essere più consapevoli dei segnali che il loro corpo invia e, soprattutto, a sentirsi più in controllo della propria vita.

Cos’è il metodo olistico

Il metodo olistico comprende un’ampia gamma di approcci e pratiche finalizzati a trattare l’individuo nel suo insieme. Queste terapie derivano da diverse tradizioni, tra cui la medicina accademica, l’omeopatia, l’omotossicologia, la medicina tradizionale cinese e l’ayurveda. Esistono, quindi, tantissime terapie olistiche, ma tutte queste condividono un obiettivo comune: promuovere il benessere completo del paziente, ciascuna con un approccio unico. Alcune si concentrano maggiormente sul piano fisico, altre sull’aspetto emotivo e altre ancora sull’energia e sullo spirito. Tutte queste pratiche, comunque, anziché limitarsi ai sintomi evidenti, cercano di individuare le radici del problema e, conseguentemente, adottare un approccio a tutto tondo.

La storia di Giovanni

Il centro Lab of Move di Verona si fa promotore di questo metodo olistico che indaga le cause profonde dei problemi, tenendo conto delle innumerevoli variabili e della complessità del nostro organismo. Ne sa qualcosa Giovanni Zaccaria, che ha chiesto aiuto al Dr. Picotti dopo un brutto infortunio in montagna.
A giugno dello scorso anno Giovanni, guida alpina e skyrunner, ha subito un trauma distorsivo alla caviglia che lo ha visto allontanarsi dal suo lavoro (e dalla sua passione) per alcuni mesi. «Era un’arrampicata facile. Ho afferrato con una mano una presa di roccia, una piccola fessura che mi sembrava di roccia buona, e invece tutto il pilastro di quella fessura si è staccato. Sono cose che, sulle Dolomiti, possono accadere ci ha raccontato Giovanni.

L’infortunio e la diagnosi 

«Ho sbattuto con il piede destro sulla roccia, e la caviglia si è distorta – racconta Giovanni, aggiungendo –. Per la scarica di adrenalina, subito non ho capito cosa era successo. Pensavo fosse solo una brutta botta, per cui sono andato avanti. È solo quando a fine percorso ho tolto lo scarponcino che mi sono reso conto che l’infortunio era più grave di quanto pensavo».
La micro frattura diagnosticata in pronto soccorso ha lasciato qualche dubbio al Dr. Picotti, che aveva ipotizzato un trauma importante ai legamenti. «La risonanza ha confermato il trauma ai legamenti che, nel trauma, avevano anche staccato un pezzettino di osso proprio nel punto dove il legamento vi si inseriva. E così ho cominciato il mio percorso di recupero».

Recupero dalla distorsione alla caviglia

«Dopo una breve fase di dolore acuto, la cosa più importante è stata capire come tornare a stimolare i movimenti della caviglia in modo progressivo» ci racconta Giovanni, spiegandoci la sua necessità di un recupero quanto più veloce e, soprattutto, ottimale per poter tornare al lavoro tra le montagne. «Il Dr. Picotti ha capito le mie esigenze e mi ha aiutato a tornare in forma quanto prima e nel migliore dei modi senza esiti».
Va, infatti, ricordato che, nel 50% dei casi, le lesioni o i traumi alle caviglie tendono ad avere una recidiva, quindi il dolore torna a ripresentarsi.
Oltre alla terapia con l’ozono e all’agopuntura, la scelta di togliere il gesso per applicare un tutore è stata dettata dalla visione olistica del Dr. Picotti, il quale ha puntato l’attenzione sulle variazioni subite dai tessuti molli, dal tessuto vascolare e dal sistema nervoso autonomo, che regola il metabolismo dei tessuti e il funzionamento vascolare e linfatico. Inizialmente il dottore ha lavorato con metodi di terapia manuale e poi, in un secondo momento, si è concentrato sulla caviglia, focalizzandosi sulla propriocezione e sul riequilibrio tra forza ed “elettronica“, che gestisce l’attivazione dei muscoli antigravitari posturali, responsabili della stabilità della caviglia e delle altre articolazioni.
«Ho fatto molti esercizi specifici di mobilità e, gradualmente, sono andato a riportare il peso sulla caviglia infortunata – continua Giovanni –. È stato un percorso motivante, riuscivo a vedere i progressi giorno dopo giorno».

LEGGI ANCHE: Che cos’è e a cosa serve l’ozonoterapia? Benefici ed effetti collaterali

Tempi di recupero con un metodo olistico

I tempi di recupero, per un trauma distorsivo alla caviglia come quello di Giovanni, possono essere piuttosto lunghi. «Sono tornato attivamente a lavorare in montagna poco più di un mese dopo l’infortunio, anche se con ancora un po’ di rigidezza alla caviglia. Ho risolto, poi, tutti i problemi in neanche quattro mesi» spiega Giovanni. L’approccio olistico nel trattamento della distorsione alla caviglia non considera solo il sintomo fisico, ma anche gli aspetti emotivi e mentali dell’individuo, contribuendo a una guarigione più completa e rapida. «Sono riuscito a concludere una gara di trail running a pochi mesi dall’infortunio, a riprova del fatto che il percorso di cura con il Dr. Picotti ha funzionato – dice Giovanni, aggiungendo –.Quando ho appoggiato la caviglia oltre la linea del traguardo, ho pensato “ce l’ho fatta”, e ho ricordato i momenti difficili del percorso che, però, mi hanno aiutato, letteralmente, a rimettermi in piedi».

Quando il benessere è una questione di equilibrio

Un principio fondamentale del metodo olistico è l’importanza dell’equilibrio. Secondo questo approccio, infatti, raggiungiamo uno stato ottimale di salute e benessere solo quando tutte le aree fondamentali della nostra vita sono armonicamente bilanciate tra loro. Questa filosofia di pensiero è al centro del metodo usato nel poliambulatorio Lab of Move di Verona, dove si mette sempre in primo piano la stretta interconnessione tra corpo e mente, tra aspetto fisico e, tra postura e movimento, tra ossigenazione e benessere.

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