Gennaio 19, 2022

Piede piatto nei bambini: sintomi e rimedi

I piedi: le nostre “ruote”

Li muovono in continuazione, se li afferrano, li portano alla bocca, compiono i primi passi. I piedi sono uno strumento conoscitivo importante nei primi anni di vita dei bambini e il tramite dei ragazzi per affrontare il mondo. Sono le nostre “ruote”, il nostro mezzo di trasporto ma sono anche importante organo di senso.
Un genitore attento potrebbe preoccuparsi nel notare un appiattimento dei piedini mentre il figlio, sollevandosi sulle punte, cerca di arrampicarsi alla sponda del lettino. Niente paura: il piede piatto nei bambini è una condizione normale che di norma si risolve in modo spontaneo con la crescita. Presente fin dalla nascita, infatti, il piede piatto comincia a ridursi attorno ai due anni per poi scomparire verso gli 8-10 anni. Solo in alcuni casi il problema non si corregge durante l’adolescenza e perdura anche in età adulta.

Le caratteristiche distintive

Il piede piatto in realtà, per essere precisi, andrebbe distinto in due tipologie: il piatto vero e proprio e il pronato.
Il primo consiste in un appiattimento della volta plantare che tende ad allungarsi. Detto altrimenti, l’arco laterale interno al piede, quello che di norma non poggia al suolo, appare molto basso o addirittura assente. Nel piede pronato, invece, l’osso dell’astragalo su cui poggia l’estremità della tibia ruota verso l’interno. Prona, appunto, abbassando quindi la volta plantare per cedimento verso l’interno.
In entrambe le condizioni (piede piatto o piede pronato) abbiamo un inadeguato controllo della muscolatura cavizzante. Muscoli come il flessore lungo dell’alluce o il tibiale posteriore lavorano, di fatto, in modo anomalo perché i riflessi posturali sono inadeguati. Solo la minoranza dei casi sono legati a anomalie della struttura anatomica ossea (piedi torti congeniti). Tale condizione spesso è associata ad una costituzione con lassità legamentosa che rende il piede insolitamente flessibile e fa sì che il tallone si inclini in valgismo (curva verso in fuori all’opposto dell’astragalo che ruota all’interno).

L’importanza di facilitare l’esperienza “sensoriale” dei piedi

Durante la crescita con la stazione eretta e la deambulazione, è importante non solo favorire lo sviluppo dei muscoli. Bisogna facilitare anche l’esperienza “sensoriale” dei piedi, che sono in tutti i bipedi molto ricchi di recettori della sensibilità propriocettiva. I muscoli si sviluppano e l’arco plantare comincia ad assumere la conformazione corretta. Questo mutamento anatomico e neurofisiologico recettoriale assicura una migliore distribuzione del peso sui piedi e sulle gambe, determinando il modo in cui la persona cammina.

Cause e sintomi del piede piatto

Come abbiamo detto, il piede piatto nei neonati è fisiologico e va aggiustandosi con la completa formazione di tessuti, ossa, articolazioni e sistema nervoso. Lo sviluppo insufficiente dell’arco plantare può essere riconducibile a cause di varia natura. Le più comuni sono:

  • lassità legamentosa costituzionale;
  • postura scorretta (si pensi alla tipica seduta “a ranocchia” dei bambini);
  • patologie neuromuscolari;
  • rilassamento muscolare;
  • sovrappeso e obesità;
  • uso di calzature inadeguate;
  • fratture e traumi del piede e della caviglia.

Nei casi più gravi, all’origine del piede piatto potrebbe esservi un’anomalia congenita con una deformità delle ossa del piede. Questa appare già alla nascita e richiede un percorso terapeutico fin dai primi mesi di vita con riabilitazione e talvolta interventi chirurgici. La maggior parte dei bambini con piede piatto, però, non presenta sintomi evidenti. Possono avvertire un po’ di dolore e affaticamento con la crescita e la pratica di attività sportive di solito da adolescenti.

Riconoscere e curare il piede piatto: cosa fare e quando intervenire

Molti genitori si rivolgono all’ortopedico, al fisiatra o al podoiatra alle prime avvisaglie. In realtà, la preoccupazione non è sempre giustificata. Ma la situazione merita sempre una valutazione attenta sotto il profilo funzionale per capire se vi è a monte un problema di controllo posturale che va corretto già in età giovanile. Il piede piatto tende a correggersi in età scolare.
Un accorgimento che si può prendere è quello di lasciare il bambino libero di camminare a piedi nudi su superfici morbide e irregolari (erba, sabbia, terra, tappetini di gomma o erba sintetica). I pavimenti, piani e duri, tendono, infatti, a ridurre gli stimoli propriocettivi e lo sviluppo neuro-funzionale che attiva i muscoli cavizzanti.
Un’altra buona pratica sta nell’evitare di mantenere i piedi del bambino "intrappolati" in scarpe rigide per ore. In questi casi si potrebbe notare un consumo veloce della calzatura al suo interno per il cedimento del piede in fase di appoggio.
Dopo un accurato esame clinico, gli specialisti possono prescrivere dispositivi medici come plantari e scarpe ortopediche. Nei casi più invalidanti possono indicare l’intervento chirurgico.

Esercizi per il piede piatto nei bambini

Per migliorare la camminata e rinforzare i muscoli del piede, ma anche per ridurre il rischio di lesioni nei bambini che praticano sport, un aiuto efficace è la riabilitazione. Sono diversi gli esercizi che hanno un buon impatto sul trattamento del piede piatto nei bambini. Tra questi:

  • appoggiare a terra, alternativamente, i talloni e le punte dei piedi;
  • far scorrere una pallina avanti e indietro con la pianta del piede;
  • afferrare piccoli oggetti con le dita e passarli da un piede all'altro;
  • eseguire esercizi di equilibrio su tavolette o superfici instabili o inclinate per sviluppare la funzione propriocettiva del piede e la corretta attivazione dei muscoli.

Fondamentale è anche il gioco. Correre, saltare, camminare sono un ottimo metodo per stimolare la pianta del piede ed evitare che la sedentarietà, associata a un peso eccessivo, possa favorire il piattismo.

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