Agosto 8, 2022

Postura scorretta a scuola: 5 consigli per evitarla

  • Educare alla postura corretta a scuola: un obiettivo che va perseguito sin dall’infanzia.
  • Stop a zaini troppo pesanti per non far soffrire la colonna vertebrale.
  • Imparare a sedersi al banco: come si fa.
  • Un regolare esercizio fisico aiuta a migliorare le capacità di corpo e mente.
  • Anche i dispositivi elettronici sono causa di posture scorrette: come comportarsi.
  • È consigliato non sottovalutare la postura dei bambini e adolescenti per correggere quanto prima eventuali comportamenti errati.

L’importanza di prevenire la postura scorretta

Verrebbe da dire: chi ben comincia è già a metà dell'opera. Educare alla postura corretta fin da piccoli è un buon investimento per il futuro. In effetti, già durante l’età scolastica, i bambini sviluppano le proprie abitudini posturali. Se sono sbagliate, rischiano di mettere a dura prova la schiena, generando importanti problemi in prospettiva. Non ci riferiamo solo al dolore fisico, ma anche a veri e propri disturbi muscolo scheletrici. Il più noto, forse, è la scoliosi, una deviazione della colonna vertebrale. Altrettanto comune è, però, la cifosi, la tipica curvatura in avanti delle spalle e della parte superiore del tronco. Può anche accadere che il piede pronato e quello piatto o le ginocchia vare o valghe possano essere influenzate dalla postura scorretta, così come un inadeguato sviluppo o performance motoria, nello sport e nella vita quotidiana diventino anticamera di possibili patologie degenerativa dell’età adulta. Come comportarsi, allora, per scongiurare le conseguenze di una postura scorretta? Ecco alcuni semplici accorgimenti che aiutano a proteggere la schiena dei nostri bambini.

1. Alleggerire lo zaino (giusto)

Carichi eccessivi mettono in sofferenza la colonna vertebrale, compromettendo gli automatismi di controllo propriocettivo della muscolatura. Ne consegue che i bambini, per poter sostenere il peso spesso gravoso dello zaino, tendono a piegarsi in avanti e a camminare con la schiena curva, tenendo la testa protesa verso l’alto.
Come indicato dal ministero della Salute¹, il peso dello zaino non dovrebbe mai superare il 15% del peso corporeo dell’alunno che lo indossa. Da questo punto di vista, ridurre all’essenziale il materiale scolastico da portare ogni giorno a scuola è un primo passo utile. Conta, però, anche il tipo di zaino scelto. Vanno prediletti quelli con schienale rinforzato e bretelle regolabili, badando a non portarle su una spalla sola o a farle scendere a livello dei glutei. Attenzione anche ai trolley, considerati dai più una valida alternativa allo zaino. In realtà, se troppo pesanti, possono provocare contratture e sollecitazioni lombari quando vengono sollevati o trascinandoli di lato, attivare rotazioni inadeguate del tronco e della schiena. 

2. Insegnare ai bambini come stare seduti

Non è facile rimanere seduti per 5-6 ore di fila. I bambini, si sa, amano muoversi. E poi, stando fermi, corrono il rischio di assumere cattive abitudini posturali. Un esempio? Piegarsi sul banco. Da questo punto di vista, occorre insegnare loro (il termine non è eccessivo) qual è la postura corretta da seduti e che è importante alzarsi spesso, ogni 30 o 45 minuti. Il nostro corpo non è fatto per rimanere fermo a lungo, altrimenti si danneggia. 
A tal fine, è necessario anzitutto verificare che l’altezza di banchi e sedie sia proporzionata a quella dei bambini. Gli alunni devono avere la possibilità non solo di disporre sul banco tutto l’occorrente per lo studio. Hanno bisogno anche di uno spazio adeguato per muovere le gambe, alzarsi e sedersi. Quindi, come si sta seduti? Ecco un piccolo vademecum.

  • Il bacino deve appoggiare interamente sulla seduta della sedia, che non deve essere troppo profonda. Non bisogna sedersi sul bordo.
  • Il bacino deve essere posizionato verticale con il peso sulle tuberosità ischiatiche che sono sotto i glutei.
  • La schiena deve aderire allo schienale e i piedi devono toccare il pavimento.

La sedia, inoltre, deve essere vicina al banco. Questo per poter poggiare agevolmente gli avambracci sullo stesso e “scaricare” sulle spalle un po’ del lavoro della schiena. È sconsigliabile, infine, accavallare le gambe, inginocchiarsi sulla sedia o dondolarsi.

3. Praticare attività fisica

Fare un po’ di movimento tra un’ora di lezione e l’altra è, di certo, un toccasana. È vero, il tempo non è molto. Eppure bastano pochi e semplici esercizi di allungamento per rilassare i muscoli e distendere la schiena. Quello che è indispensabile è muovere le articolazioni e non lasciarle ferme a lungo. Per esempio, stendere le braccia sopra il capo.
Le ore di educazione fisica a scuola sono molto importanti, ma, da sole, non bastano. I bambini vanno abituati all’attività fisica regolare anche fuori dalle mura scolastiche. Le opzioni non mancano: sono molteplici, infatti, gli sport completi tra cui scegliere. Una regolare attività fisica contribuisce a:

  • rafforzare muscoli e legamenti;
  • migliorare un’eventuale postura scorretta;
  • prevenire condizioni come l’obesità infantile e malattie correlate come il diabete.

Tra gli sport più indicati vi sono il nuoto e l’atletica leggera, ma anche le arti marziali. Molto utili, per i bambini, sono anche i giochi all’aria aperta. Favoriscono la crescita e la socializzazione, aumentano le capacità di apprendimento e il livello di autostima². Abbiamo perso l’abitudine di lasciarli liberi ad arrampicarsi sugli alberi a saltare le siepi o i fossi, a rotolare: ricordiamoci che la corretta gestualità motoria si impara per imitazione ed errore, imitando i propri simili e cadendo… Facciamo fare ai nostri piccoli il maggior numero di esperienze motorie, con lo sport o con vita libera in campagna lungo un fiume in montagna. Non è necessario che siano solo esperienze motorie con lo sport. 

4. Cautela con i dispositivi elettronici

Da tempo, ormai, la tecnologia è entrata nelle scuole attraverso computer, tablet e lavagne interattive. Accanto a indubbi vantaggi, vi sono anche delle nuove sfide. Per esempio, bisogna prendere qualche accorgimento in più quando ci si siede davanti a un monitor. Per evitare una postura scorretta, ma non solo. In tal senso, per gli esperti la distanza visiva adeguata da un monitor è di almeno 50 centimetri.  Tuttavia, maggiore è la grandezza dello schermo, più ampia dovrà essere la distanza dallo stesso.
Gli occhi dovrebbero risultare all’incirca all’altezza del bordo superiore del display. Questo per non costringere il collo, la testa e la schiena ad assumere posizioni innaturali. A giocare un ruolo fondamentale sono anche le condizioni di luminosità, del monitor e della stanza.
Una delle accortezze da adottare riguarda la tastiera del pc: va sistemata sempre davanti, mai lateralmente, e tenuta leggermente inclinata. Per il benessere della schiena e degli occhi, poi, è bene fare spesso delle pause. Raccomandazione che vale anche a casa, quando i bambini tendono a trascorrere diverso tempo davanti alla tv, ai videogiochi oppure allo smartphone.

5. Prestare attenzione ai segnali

Nell’età evolutiva il corpo cambia: si allunga e si modifica nelle sue forme. E, in questa fase, possono manifestarsi alcune patologie a carico della colonna vertebrale. Le più comuni sono:

  • scoliosi;
  • cifosi;
  • ipercifosi;
  • mal di schiena. 

Si tratta di condizioni sempre più diffuse tra i giovani, che è bene non trascurare. Capita, per esempio, con l’ipercifosi.  Talora un’accentuata curvatura della colonna vertebrale viene erroneamente scambiata da genitori e insegnanti per una postura assunta per timidezza. Il parere di uno specialista può dissolvere eventuali dubbi in merito. Consente, inoltre, di valutare se vi siano comportamenti posturali sbagliati da correggere attraverso uno specifico programma di rieducazione personalizzato.

NOTE

¹ Per approfondire: Chiarimenti in merito al peso degli zainetti scolastici, ministero della Salute

² Linee guida su attività fisica e sedentarietà, OMS

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