Novembre 16, 2022

Propriocezione e postura: ecco le differenze

  • Quando lo stile di vita incide sulla postura e sui dolori percepiti.
  • Con postura si intende l’adattamento di ogni persona all’ambiente fisico, psichico ed emozionale.
  • Propriocezione: il significato rimanda alla ricezione dei segnali provenienti dallo stato e dalla meccanica del movimento.
  • Riacquisire le funzionalità perdute attraverso la rieducazione propriocettiva.
  • Balance board, yoga ed esercizi per l’equilibrio: ecco come migliorare la propriocezione.

Le cattive abitudini che non aiutano 

Ore e ore passate seduti alla scrivania, magari con la schiena ricurva sul pc. Oppure con il capo chino sullo schermo del proprio smartphone o tablet. Sono soltanto alcuni esempi tra le diverse posizioni errate che teniamo per un tempo eccessivo durante la quotidianità. Cattive abitudini che, troppo spesso, vengono sottovalutate. Sempre più, la postura è implicata in problematiche a vario livello, da quelle muscolo scheletriche fino a disturbi circolatori. Proprio da squilibri posturali, infatti, derivano disturbi che, con il passare del tempo, possono determinare importanti dolori e scompensi. In questo articolo scopriamo le differenze tra propriocezione e postura. Un concetto non sempre chiaro. 

Il rapporto tra propriocezione e postura

Alzi la mano a chi non è mai capitato di avere dolori a collo, spalle o di provare una sensazione di rigidità alla schiena. Condizioni che potrebbero essere frutto di una postura scorretta. Ma cosa si intende esattamente? La postura è l’adattamento personalizzato di ogni persona all’ambiente fisico, psichico ed emozionale. La postura è quella particolare condizione o stato di tensione dei muscoli antigravitari o stabilizzatori delle articolazioni che permettono la nostra verticalità e il movimento. In altre parole, è l’atteggiamento abituale di un individuo, determinato dalla contrazione dei suoi muscoli che reagiscono alla gravità, e dal modo con cui la persona interagisce con la sua parte interiore e con l’ambiente. Una funzione così essenziale da non poter essere affidata a un solo organo o apparato. Richiede, infatti, un intero sistema, quello tonico posturale. Ad esso sono affidati i compiti di:

  • lottare contro la gravità;
  • opporsi alle forze esterne;
  • consentire il movimento, guidarlo e rinforzarlo attraverso l’equilibrio delle articolazioni e del corpo.

Per realizzare tutto ciò l'organismo utilizza diversi recettori periferici, i propriocettori. Questi sono capaci di informare il sistema nervoso centrale del loro stato e stimolare una risposta posturale specifica. Tra propriocezione e postura, dunque, esiste una stretta connessione. 

Propriocezione: di cosa si tratta?

Quando inciampiamo su uno scalino ma non cadiamo è merito del sistema propriocettivo che, agendo rapidamente, invia i corretti segnali al sistema nervoso centrale. La propriocezione viene definita come l’insieme delle funzioni deputate al controllo della posizione e del movimento del corpo. Si tratta di un sofisticato meccanismo che ha lo scopo di fornire al cervello informazioni in merito a:

  • parametri della meccanica del movimento umano come, per esempio, velocità, accelerazione o direzione;
  • parametri sullo stato e sui cambiamenti che si verificano in muscoli, tendini, articolazioni e di conseguenza ai movimenti.  

La propriocezione svolge un ruolo fondamentale sui feedback dei neuroni collegati ai movimenti. In base alle informazioni ricevute, i centri nervosi inviano ai muscoli stimoli per apportare le correzioni del caso. Propriocezione e postura, dunque, sono in stretta relazione poiché i recettori periferici sono sensibili alle variazioni posturali.

Quando ricorrere a un programma di rieducazione propriocettiva

Il rapporto tra propriocezione e postura è fondamentale sia per il corretto controllo delle attività motorie sia per l’esecuzione di eventuali correzioni. Tuttavia, può succedere che, in seguito a patologie o traumi, in particolare a stili di vita inadeguati, la risposta propriocettiva venga alterata. In realtà, qualsiasi situazione anomala del corpo determina una risposta di adattamento posturale. La maggior parte di queste risposte di adattamento sono però fisiologiche, il corpo è in grado di reagire e di gestirle. Oltre una certa soglia, l’effetto può essere deleterio su un’articolazione, un tendine o un organo, un apparato. Nel momento in cui la persona subisce un incidente o affronta una malattia, i propriocettori modificano il numero e l’intensità dei segnali verso i nuclei della base e cervelletto, sede centrale del sistema posturale. Poiché il movimento è una delle condizioni indispensabili alla sopravvivenza, il cervello troverà altre strategie per controllarlo, attraverso la vista e il sistema vestibolare, l’organo dell’equilibrio. Purtroppo, però, questa condizione è meno performante, così il movimento sarà meno fluido, meno preciso. In questi casi, affidarsi a un programma di rieducazione propriocettiva può rivelarsi risolutivo. Si tratta di un trattamento rieducativo la cui finalità consiste nello stimolare i recettori del cervello consentendogli di riacquisire le funzioni perdute. Ma non solo. Gli esercizi di propriocezione sono indicati anche per coloro che praticano attività lavorative o sportive che richiedono l’assunzione di posizioni prolungate o scorrette per lungo tempo.

Allenamento propriocettivo: in cosa consiste?

Traumi sportivi, condizioni patologiche o squilibri posturali. Sono soltanto alcuni dei casi in cui può essere utile intraprendere un percorso di rieducazione propriocettiva. Tuttavia, questo tipo di allenamento può essere preso in considerazione anche per evitare infortuni, l’artrosi e altre condizioni patologiche attraverso l’interazione che il sistema posturale ha con gli altri sistemi come il sistema viscerale e digestivo, respiratorio, cardiocircolatorio e immunitario. È particolarmente indicato anche nei soggetti anziani come metodo di prevenzione alle cadute. Nella maggioranza dei casi, l’allenamento propriocettivo si serve dell’ausilio di strumenti sofisticati come pedane propriocettive computerizzate o balance board. Ricordiamoci che attività varie dove il corpo è impegnato in situazioni di “disequilibrio” come camminare sulle pietre di un fiume, oppure lungo un sentiero di montagna determinano continue sollecitazioni “naturali” per l’auto-mantenimento dell’efficienza propriocettiva. Allo stesso modo, discipline come yoga, tai chi, pilates oppure esercizi per l’equilibrio come il funambolismo, richiedono notevoli capacità propriocettive.

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