Febbraio 7, 2024

Quanto deve essere l’ossigeno nel sangue: livello di saturazione ossigeno ottimale

  • Attraverso la respirazione assorbiamo l’ossigeno, che poi viene distribuito dal sangue agli organi del nostro corpo.
  • La saturazione è la percentuale di emoglobina legata all’ossigeno nei globuli rossi.
  • La saturazione di ossigeno nel sangue è un valore fondamentale per la salute, da tenere monitorato costantemente.
  • Il metodo più semplice e diffuso per misurare la saturazione è il saturimetro, un piccolo dispositivo medico da applicare all’estremità del dito.
  • Quanto deve essere l’ossigeno nel sangue? Per individui sani, il livello ottimale è compreso tra il 95% e il 100%.
  • In caso di percentuali inferiori al 95%, si è in presenza di ipossiemia, condizione che può causare anche gravi danni alla salute.
  • Adottare uno stile di vita attivo, una dieta equilibrata, evitare il fumo e ridurre l’esposizione a inquinanti contribuisce al mantenimento della saturazione ottimale.

Fai un bel respiro

Respirare. Un gesto apparentemente semplice, un rituale quotidiano che erroneamente diamo per scontato. Attraverso la respirazione, infatti, diventiamo in prima persona partecipi di un processo biologico intricato che ci connette alla vitalità stessa. Con ogni singolo respiro, infatti, il nostro corpo assorbe l’ossigeno, il carburante indispensabile per la nostra esistenza.
Ma quanto siamo consapevoli della saturazione dell’ossigeno nel nostro sangue, di quel delicato equilibrio che assicura il giusto nutrimento alle nostre cellule? È più di un dato clinico, è il battito sincopato della nostra esistenza, il sottofondo invisibile che garantisce il nostro benessere. In questo articolo esploriamo cos’è la saturazione, quanto deve essere l’ossigeno nel sangue e le conseguenze per la salute di livelli non ottimali.

Cos’è la saturazione di ossigeno nel sangue

Per spiegare cos’è la saturazione di ossigeno nel sangue, immaginiamo ogni goccia di sangue che fluisce attraverso le arterie come un “corriere speciale”. Preleva l’ossigeno dai polmoni e lo trasporta a tutti gli organi interni. Qui l’ossigeno viene scambiato con l’anidride carbonica, per poi tornare ai polmoni, dove il processo ricomincia da capo.
Ecco allora che la saturazione dell’ossigeno nel sangue rappresenta la percentuale di emoglobina, presente nei globuli rossi, legata alle molecole di ossigeno. Tale parametro è un indicatore critico della capacità del nostro sistema respiratorio e del nostro benessere generale. Per questo deve essere monitorato costantemente. 

Misurazione della saturazione dell’ossigeno: tecnologie e strumenti

I livelli di ossigeno nel sangue possono essere misurati attraverso due metodi principali:

  • con un prelievo ematico, di solito dall’arteria radiale del polso, che fornisce una valutazione accurata della percentuale di ossigeno legato al sangue;
  • attraverso l’utilizzo di un saturimetro (o pulsiossimetro) ovvero un piccolo dispositivo da applicare all’estremità del dito, dotato di un sensore di luce infrarossa che, trasmessa attraverso i tessuti, misura la percentuale di emoglobina satura di ossigeno;
  • utilizzando un fotopletismografo, un dispositivo medicale simile al saturimetro, ma più sofisticato, che interpreta attraverso tecnologie agli infrarossi vari parametri legati al flusso arteriolare periferico delle dita.

Grazie alla sua praticità, il saturimetro è diventato uno strumento popolare. Non solo negli ambienti medici, ma anche tra coloro che desiderano monitorare autonomamente la propria salute respiratoria e adottare misure preventive in caso di deviazioni dai valori normali.

Quanto deve essere l’ossigeno nel sangue?

Una volta misurata la saturazione dell’ossigeno nel sangue, bisogna interpretare i risultati. Il livello ottimale di ossigeno nel sangue per individui sani è compreso tra il 95% e il 100%1.
Tuttavia, è essenziale considerare vari fattori, come l’età e lo stato di salute generale, che possono influenzare questi valori di riferimento. Ad esempio, negli anziani la capacità polmonare e il trasporto di ossigeno possono diminuire, influendo così sulla saturazione stessa. Inoltre, possono influire alcune patologie come l’insufficienza cardiaca, la fibrosi polmonare e l’apnea del sonno.
Se l’ossigeno nel sangue è presente in una percentuale inferiore al livello ottimale, allora si è in presenza di ipossiemia. Questa può presentarsi in forma lieve (compresa tra 94 e 91%), moderata (90-86%) e grave (uguale o inferiore all’85%).

I sintomi dell’ipossiemia e i rischi per la salute

Se il livello di ossigeno nel sangue scende al di sotto del 95%, si è a rischio di ipossiemia. Questo è spesso motivo di preoccupazione, poiché può portare a complicazioni che colpiscono il cervello, i reni o il cuore. I sintomi dell’ipossiemia sono:

  • fiato corto;
  • dolore al petto;
  • tosse o respiro sibilante;
  • mal di testa e confusione;
  • battito cardiaco accelerato.

In questa situazione, il corpo non sta ricevendo abbastanza ossigeno per operare adeguatamente, e questo può causare danni a organi e tessuti. Inoltre, se i normali valori  del saturimetro vengono meno, e il livello di ossigeno nel sangue scende al di sotto dell’80-85%, potrebbero iniziare a svilupparsi cambiamenti visivi e cognitivi. Il monitoraggio regolare della saturazione dell’ossigeno, specialmente per chi ha condizioni mediche preesistenti, è vitale.

Come mantenere una saturazione dell’ossigeno adeguata

Abbiamo visto quanto deve essere l’ossigeno nel sangue e i rischi per la salute derivanti da valori inferiori alla norma. Ma c’è qualcosa che possiamo fare in prima persona per maniere il livello di saturazione ossigeno a un livello ottimale? La risposta è sì. Una pratica fondamentale è adottare uno stile di vita attivo, incorporando regolarmente esercizi di forza ad alta intensità (HIIT), adeguati ovviamente a età e capacità motorie, in particolare da effettuare a digiuno al mattino,  che promuovano la funzione polmonare, cardiaca e del sistema nervoso autonomo e migliorano il trasporto dell’ossigeno.
Anche l’alimentazione svolge un ruolo rilevante. Seguire una dieta sana ed equilibrata può aiutare a migliorare la saturazione di ossigeno nel sangue. È consigliato, inoltre, evitare il fumo e ridurre l’esposizione a inquinanti atmosferici, preservando così la capacità del sistema respiratorio di assorbire e distribuire ossigeno. Indipendentemente dalla gravità della condizione, in caso di ipossiemia, è sempre preferibile rivolgersi a uno specialista.

NOTE:

1 Oxygen Saturation, StatPearls, National Library of Medicine, novembre 2023

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