Marzo 27, 2024

Riabilitazione post ictus: esercizi utili e cosa non fare

  • In Italia, l’ictus è la prima causa di invalidità e la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie.
  • Secondo i dati ufficiali, solo il 25% dei sopravvissuti a un ictus guarisce completamente. Il 75%, invece, deve convivere con qualche tipo di disabilità.
  • Paralisi, limitazioni muscolari, deficit cognitivi e del linguaggio sono tra le disabilità più comuni derivanti da un ictus.
  • La riabilitazione post ictus prevede esercizi fisici e cognitivi per recuperare le funzioni neuro motorie compromesse.
  • Il percorso di riabilitazione ha l’obiettivo di aiutare i pazienti che hanno sofferto di ictus a raggiungere la massima autonomia possibile, preparandoli ad affrontare le sfide della vita quotidiana.

Conosciamo il problema

5 milioni. Tante sono le persone che, ogni anno, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)1, vengono colpite da ictus, una grave condizione medica causata dall’interruzione repentina dell’afflusso di sangue al cervello. Nella maggior parte dei casi, l’ictus è causato dall’improvvisa chiusura di un’arteria, quindi si parla di ictus ischemico o infarto cerebrale. Quando, invece, la causa è la rottura di un vaso sanguigno, allora si parla di ictus emorragico o emorragia cerebrale.
In coloro che vengono colpiti da un ictus, le cellule del cervello subiscono gravi danni per la mancanza di ossigeno e nutrienti o per via della pressione del sangue fuoriuscito dai vasi sanguigni. Motivo per cui questa condizione può causare una serie di disabilità fisiche, cognitive ed emotive in chi ne è vittima.
Tuttavia, grazie a specifici percorsi di riabilitazione, i pazienti hanno la possibilità di recuperare le funzioni neuro motorie e ritrovare un certo livello di autosufficienza. In questo articolo esploriamo in cosa consiste la riabilitazione post ictus, gli esercizi più indicati per il recupero delle capacità compromesse a seguito di questo danno cerebrale repentino e forniamo qualche accorgimento per ritornare a una vita quanto più normale.

Ictus: prima causa di invalidità in Italia

In Italia, l’ictus è responsabile del 10% dei decessi, essendo la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Rappresenta anche la prima causa di disabilità. Secondo i dati2, infatti, solo una minoranza, pari al 25% dei sopravvissuti a un ictus, guarisce completamente, mentre la maggioranza, il 75%, si ritrova a convivere con qualche tipo di disabilità. Tra questi, circa il 50% presenta una disabilità così significativa da perdere la capacità di prendersi cura di sé per il resto della vita.

Quali disabilità possono derivare da un ictus

L’ictus può causare una serie di disabilità che possono influenzare diversi aspetti della vita quotidiana. Queste includono:

  • paralisi o limitazione funzionale muscolare, che rende difficile o impossibile svolgere attività motorie normali;
  • afasia;
  • disabilità cognitiva che impatta funzioni come la memoria, l’attenzione e l’elaborazione delle informazioni;
  • deficit di sensibilità e/o percezione alterata del dolore o del tatto;
  • problemi di equilibrio e coordinazione.

Inoltre, l’ictus può causare anche disturbi emotivi, come depressione, ansia o cambiamenti dell’umore, che influenzano negativamente il benessere psicologico e la qualità di vita dei pazienti.

Cosa fare dopo un ictus

Superata la fase acuta dell’ictus, i pazienti devono seguire un programma riabilitativo complesso e multidisciplinare volto a recuperare le funzioni compromesse. La riabilitazione post ictus ha l’obiettivo di mantenere o migliorare la gamma dei movimenti e la forza muscolare, nonché le capacità funzionali e cognitive.
I programmi riabilitativi sono personalizzati sia in base alle condizioni cliniche e neurologiche del paziente, sia alla sua situazione sociale: come le prospettive di ritornare a casa o al lavoro, la possibilità di partecipare a programmi di riabilitazione supervisionati da personale specializzato e anche la motivazione e le capacità di affrontare le sfide che si presentano sul percorso di guarigione. La riabilitazione può iniziare non appena il paziente è stabile dal punto di vista clinico.

Riabilitazione post ictus: gli esercizi fisici più indicati 

Gli esercizi di riabilitazione post ictus più indicati per recuperare le funzioni motorie compromesse sono quelli volti a potenziare la forza muscolare, migliorare l’equilibrio e favorire la mobilità degli arti colpiti. Secondo una ricerca3, la riabilitazione per riacquistare la deambulazione dovrebbe includere almeno 12 settimane di camminata vigorosa. Esercizi di resistenza, come il sollevamento di pesi leggeri o l’utilizzo di elastici, possono contribuire a ripristinare la forza muscolare. Il mantenimento della posizione eretta su una gamba sola o il camminare su una linea retta aiutano, invece, a migliorare la stabilità durante il movimento e, di conseguenza, a ridurre il rischio di cadute. L’allenamento della coordinazione, attraverso esercizi come lanciare e prendere oggetti o eseguire sequenze di movimenti, può contribuire a migliorare la precisione e il controllo dei movimenti.
È fondamentale che ogni esercizio sia adattato alle capacità e alle esigenze specifiche del paziente e che questo sia supervisionato da professionisti qualificati per garantire un recupero sicuro ed efficace.

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Riabilitare le funzioni cognitive

È importante tenere a mente che, nei pazienti che hanno subito un ictus, il danno riguarda spesso sia le funzioni motorie che quelle cognitive. Per questo motivo, la riabilitazione post ictus deve includere anche esercizi cognitivi mirati. Ad esempio, in presenza di disturbi del linguaggio, è consigliabile ricorrere alla logopedia, la terapia che mira a migliorare la comprensione e l’espressione attraverso esercizi di conversazione, lettura e scrittura. Se sono stati riscontrati disturbi della memoria o della percezione, vengono consigliate attività come la memorizzazione di liste di parole o di sequenze di numeri, o esercizi di attenzione come ad esempio il gioco degli scacchi4.
La terapia occupazionale può anche svolgere un ruolo importante nel ripristino delle funzioni cognitive, fornendo al paziente strumenti e strategie per affrontare al meglio le sfide quotidiane.

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Qualche accortezza

Nella riabilitazione post ictus, è essenziale conoscere eventuali atteggiamenti da evitare per non compromettere il processo di recupero. I pazienti devono, infatti:

  • evitare l’auto isolamento, partecipando ad attività sociali e ricreative per migliorare il benessere emotivo e la motivazione nel percorso di recupero;
  • evitare il sovraccarico di lavoro durante le sessioni di riabilitazione;
  • seguire attentamente le prescrizioni mediche per monitorare e gestire eventuali complicanze legate all’ictus.

Infine, è fondamentale evitare l’adozione di abitudini poco salutari, come il fumo o una dieta non equilibrata, che possono compromettere la salute generale e rallentare il processo di recupero post ictus.

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Tornare alla vita quotidiana dopo un ictus

Riabilitare significa raggiungere la massima autonomia possibile per prepararsi alla vita dopo un ictus. È importante che i pazienti affrontino questa transizione con pazienza e gradualità, adattandosi alle nuove sfide e alle eventuali limitazioni. Ciò può includere modifiche allo stile di vita, come l’adeguamento dell’ambiente domestico o lavorativo per favorire l’indipendenza e la sicurezza. Inoltre, è cruciale che i pazienti stabiliscano un solido sistema di supporto familiare e sociale per affrontare le sfide emotive e pratiche che possono sorgere dopo un ictus.
Con il tempo, l’impegno e l’aiuto adeguato, molti pazienti sono in grado di re-integrarsi pienamente nella loro routine quotidiana e godere di una buona qualità di vita.

NOTE

1 Stroke, Cerebrovascular accident, World Health Organization (WHO)

2 Il Rapporto 2018 sull’ictus nel nostro Paese: la prima fotografia completa sulla patologia realizzata dall'Osservatorio Ictus Italia, A.L.I.C.E. Associazione per la lotta all'ictus cerebrale, 2019

3 Optimal Intensity and Duration of Walking Rehabilitation in Patients With Chronic Stroke A Randomized Clinical Trial, JAMA Neurology, 2023

4 The Effectiveness of Chess on Problem-Solving, Working Memory, and Concentration of Male High School Students, Iranian Evolutionary and Educational Psychology Journal, 2019

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