Agosto 5, 2022

Rimedi tendine d’Achille infiammato

  • Il tendine d’Achille è la struttura tendinea più grossa del corpo umano.
  • Microtraumi ripetuti, esercizi svolti in maniera sbagliata e postura scorretta: ecco alcune delle cause della tendinite.
  • Farmaci antidolorifici, infiltrazioni con PRP e ossigeno ozonoterapia fanno parte del trattamento conservativo per combattere l’infiammazione.
  • La mobilizzazione e gli esercizi per il tendine d’Achille infiammato sono il presupposto fondamentale per riacquisire resistenza ed elasticità del tendine. 

È piuttosto diffuso

Una condizione clinica comune tra i corridori, ma che si riscontra, in generale, tra gli sportivi assidui. Parliamo dell’infiammazione al tendine calcaneale. È la causa più comune di dolore lungo la parte posteriore della gamba. Circa 6 persone su 100, almeno una volta nella vita, vengono colpite da questa infiammazione. Si tratta di una patologia che interessa specialmente la popolazione maschile ed è caratterizzata da dolore, gonfiore e rigidità della zona interessata. In questo articolo vediamo i rimedi e i trattamenti da prendere in considerazione per il tendine d'Achille infiammato.

Tra mitologia e anatomia

Prima di approfondire le cause e le origini di questo disturbo, è interessante fare un tuffo nel passato. Secondo la mitologia greca, la ninfa Teti, madre di Achille, ricevette la profezia della morte del figlio. Per proteggerlo dai pericoli, immerse il corpo del bimbo nel fiume Stige, reggendolo per il tallone che rimase, quindi, vulnerabile. E proprio grazie al mito greco, “tendine d’Achille” è entrato oggi nel linguaggio comune per indicare il tendine calcaneale. 

Tendine d’Achille: cos’è?

Il tendine d'Achille è il tendine più grosso del corpo umano. Una struttura molto forte e resistente che misura 5-6 millimetri di spessore e all’incirca 15 centimetri di lunghezza. Si tratta di una grossa banda di tessuto connettivo fibroso che ha il compito di connettere i due principali muscoli del polpaccio al calcagno.
Si origina all’incirca a metà della parte posteriore della gamba e da lì giunge fino al calcagno, dove, per qualche centimetro è visibile a occhio nudo.
Il tendine calcaneale è un elemento fondamentale per la locomozione. Permette, infatti, di sostenere e assorbire le forze di tensione e le sollecitazioni create dal movimento della gamba. Allo stesso modo, consente il sollevamento del tallone e la flessione della gamba sulla coscia. Un’importante struttura, dunque, che spesso può essere al centro di varie condizioni patologiche, come, per esempio, la tendinite. Quest'ultima, o la più temibile tendinosi, condizione cronica dove il tendine inizia a sfibrarsi, possono essere preambolo alla rottura del tendine d’Achille.

Come riconoscere il tendine d’Achille infiammato: cause 

L’infiammazione al tendine d’Achille, o tendinite, è una patologia da sovraccarico o di origine traumatica. Nella maggioranza dei casi, il processo fisiologico si sviluppa in seguito a microtraumi ripetuti o a sollecitazioni troppo intense.
Nella condizione più acuta o di tendinite, solitamente vi è infiammazione intorno al tendine e alla borsa che lo protegge dallo sfregamento sull’osso. Se le sollecitazioni continuano secondo linee di forza sbagliate¹, le fibre s’indeboliscono progressivamente fino alla tendinosi. Si tratta di una condizione comune tra i podisti, specie se non si usano calzature adeguate o plantari idonei o ci si allena su superfici troppo rigide. La pratica sportiva scorretta, così come la sedentarietà e l’uso di scarpe inadeguate, favoriscono l’infiammazione. Una condizione patologica su cui, oltre a lesioni traumatiche come uno stiramento improvviso, può influire anche avere un inadeguato controllo posturale, determinante nell’appoggio del piede al suolo durante il cammino, la corsa e il salto.

Dolore al tendine d’Achille: sintomi 

A prescindere dalla sua natura, il tendine d’Achille infiammato si associa ad alcuni sintomi tipici. Tra questi:

  • dolore al tallone e alla parte bassa del polpaccio;
  • diminuzione della forza muscolare;
  • senso di rigidità e gonfiore localizzato.

Sono tutti campanelli d’allarme che compaiono nel novero di sintomatologie della tendinite.  

Eliminare il dolore attraverso il trattamento conservativo

Liberarsi dal dolore al tendine d’Achille non è sempre semplice. Tuttavia, per farlo, è necessario mettere in atto rimedi e accortezze per eliminare, una volta per tutte, l’infiammazione.
Partendo dal trattamento di tipo conservativo. L’obiettivo è alleviare i sintomi e recuperare la naturale forza e resistenza del tendine. Il riposo rappresenta il primo accorgimento da mettere in pratica per il tendine d’Achille infiammato. Fino alla risoluzione del dolore, bisogna astenersi da attività sportive come corsa e bici. La riabilitazione, invece, deve iniziare il prima possibile. Fanno parte del programma riabilitativo della tendinite anche:

  • l’utilizzo di plantari correttivi o calzature con tacco leggermente rialzato (rocker) e con rollata facilitata;
  • l’uso di sostegni per il tallone nelle scarpe che riducono le forze di impatto del calcagno al suolo e la tensione sul tendine.

Tendine d’Achille e ozonoterapia: che relazione c’è?

Non solo. Nel trattamento della tendinite, l’ossigeno ozonoterapia è riconosciuta tra le principali cure per l’infiammazione al tendine d’Achille. Ciò in virtù dell’alto potere rigenerante, l’azione anti-infiammatoria naturale, la neo-angiogenesi. Ovvero la formazione di nuovi capillari che porteranno nutrimenti e toglieranno l'infiammazione con effetti collaterali pressoché nulli. Le infiltrazioni Platelet-Rich Plasma (PRP) sono utilizzate per stimolare la rigenerazione tissutale del tendine.
Ridotta l’infiammazione, è fondamentale analizzare la modalità di cammino e/o di corsa per riprogrammare lo schema motorio e gli automatismi propriocettivo-posturali. Tradotto: quell’elettronica “naturale” che abbiamo in dotazione per controllare la corretta posizione delle articolazioni, necessaria per muoverci. Tutto ciò attraverso specifici percorsi riabilitativi con pedane computerizzate o esercizi mirati, con manipolazioni e osteopatia.

Contrazione eccentrica: il protocollo di Alfredson

Dopo l’ottimizzazione della postura e della propriocezione, è bene mettere in pratica esercizi di riabilitazione. Deve essere chiaro che prima è necessario migliorare l’automatismo di appoggio e il controllo articolare (postura del piede). Solo in seguito sarà utile rinforzare la muscolatura.
L’aumento degli stimoli propriocettivi si è dimostrato recentemente il principale strumento per migliorare il trofismo dei tessuti coinvolti: pelle, nervi, vasi, muscoli tendini e ossa.  Presupposto fondamentale per favorire il riacquisto della resistenza e dell’elasticità del tendine è, quindi, la riabilitazione propriocettivo-posturale. Una volta passato il periodo di riduzione del carico e di riposo, si possono eseguire esercizi isometrici, ovvero di contrazione del muscolo senza movimento. In un secondo momento, si possono introdurre esercizi eccentrici che consentono la contrazione muscolare mentre l’unità muscolo-tendinea si allunga. Tra questi, quello di Alfredson è il più utilizzato per il trattamento del tendine d’Achille. Dopo che il soggetto si è posizionato su un piano d’appoggio come, per esempio, un gradino, il movimento consiste nel:

  • sollevare entrambe le gambe sulle punte;
  • flettere il ginocchio dell’arto non doloroso e scendere lentamente col tallone dolorante al di sotto del piano d’appoggio, così da agire sull’allungamento del tendine;
  • riportare lentamente il tallone alla posizione iniziale.

Un protocollo che prevede l’esecuzione di 3 serie da 15 ripetizioni per due volte al giorno.

Leggi anche: 5 consigli per scongiurare tensioni muscolari

NOTE

¹ Un esempio è il calcagno che lavora in valgismo oppure il piede in pronazione o con intensità inadeguata.

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