Giugno 8, 2022

I rischi dell'obesità: l'artrosi

  • L’incidenza dell’obesità nel mondo è in continua crescita.
  • Alimentazione scorretta, sedentarietà e genetica: i fattori all’origine dell’obesità, causa di varie malattie.
  • Calcolare l’indice di massa corporea per stabilire se sussiste una condizione di obesità.
  • Tra i disturbi muscolo-scheletrici più diffusi, dovuti all’obesità, vi è l’artrosi.
  • Una maggiore attenzione allo stile di vita, con esercizi fisici mirati, aiuta ad alleviare l’artrosi.

L’obesità, una malattia dalle proporzioni epidemiche

È considerata uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo. Si stima, infatti, che ne soffrano circa 800 milioni di persone, in tutte le fasce d’età, e un numero crescente sia a rischio di svilupparla. Non a caso gli esperti la reputano un’epidemia. Stiamo parlando dell’obesità. Una condizione caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, dovuto a:

  • un’alimentazione scorretta;
  • una vita sedentaria;
  • fattori genetici.

Il suo impatto è importante anzitutto a livello psicologico, perché la vita di una persona viene stravolta. Inoltre, i chili di troppo rischiano di generare altre patologie, tra cui:

  • diabete di tipo 2;
  • sindrome metabolica;
  • alcuni tipi di tumore (ad esempio all’esofago, al seno e al colon-retto);
  • apnee notturne;
  • infarto e ictus.

I rischi dell’obesità non si fermano qui. Possono manifestarsi complicazioni in caso di gravidanza, malattie della colecisti e disturbi osteoarticolari.

Calcolare l’indice di massa corporea

Come si può comprendere se ci si trova in una condizione di obesità? Ossia com’è distribuito il nostro grasso corporeo? Il modo più semplice, per un adulto, consiste nel determinare l’indice di massa corporea (IMC). Quest’ultimo si calcola dividendo il proprio peso (espresso in chilogrammi) per l’altezza (in metri) al quadrato. Il risultato offre una prima indicazione sulla categoria di appartenenza:

  • <18,5 sottopeso;
  • 18,5 – 24,9 normopeso;
  • 25 – 29,9 sovrappeso;
  • >30 obesità.

I valori sono indicativi. Va tenuto conto, per esempio, che esistono delle differenze legate al sesso: le donne tendono ad avere più grasso corporeo rispetto agli uomini, come gli anziani rispetto ai giovani. Inoltre, chi ha un fisico sportivo e ha una massa muscolare molto sviluppata, potrà pesare di più, ma non per questo sarà obeso.

Se si sviluppa l’artrosi

Come abbiamo anticipato, tra i rischi dell’obesità vi sono le malattie muscolo-scheletriche. Su tutte, quella più comune è l’artrosi (o osteoartrosi). Si tratta del progressivo deterioramento delle articolazioni dovuto alla perdita di cartilagine che viene man mano sostituita da tessuto osseo. Tale condizione può interessare la colonna vertebrale (in particolare la regione lombare e cervicale), le ginocchia, le anche, la testa del femore o le dita di mani e piedi. In generale, tutte le articolazioni più utilizzate o sottoposte a carico. Ciò è causa di dolore, difficoltà di movimento, rigidità articolare (specie al risveglio), gonfiore o piccoli schiocchi durante il movimento.

L’obesità, nello specifico, è tra le cause dell’artrosi in quanto si registra una maggiore pressione sulle articolazioni e sulle cartilagini che, quindi, si consumano più rapidamente. Oppure possono esservi delle sostanze in circolo, derivanti da un’alimentazione scorretta, ad esempio i carboidrati, che scatenano le infiammazioni.

Ridurre i rischi dell’obesità con la dieta e il movimento

Un primo accorgimento per far fronte ai problemi di obesità sta nel tenere il peso sotto controllo. Perdere almeno il 5 per cento del proprio peso aiuta a diminuire il carico di lavoro delle ginocchia, del femore e della schiena.

In generale, va rivisto il proprio stile di vita, a partire dall’aspetto nutrizionale e passando per l’attività fisica. Ciò vale anche quando i dolori sono ancora lievi e occasionali: se trascurati, possono diventare invalidanti.

A seconda della zona in cui è localizzata l’artrosi, è utile seguire un programma personalizzato, elaborato da esperti. Va infatti evitato che i movimenti vadano a sollecitare in modo improprio i dischi della colonna o le articolazioni compromesse, accentuando il rischio di contrattura dei muscoli. Allo stesso modo, va scongiurata una riduzione della massa e dell’elasticità dei muscoli. Le articolazioni, piuttosto, vanno allenate mediante esercizi sicuri che favoriscano la mobilizzazione e il rafforzamento.

E non è tutto perché una regolare attività fisica favorisce il corretto funzionamento di tutti gli apparati. Da quello digerente a quello respiratorio, dall’apparato locomotore al sistema immunitario. A vantaggio della qualità di vita.

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