Maggio 12, 2023

I principali sintomi dell’ernia cervicale

  • L’ernia del disco cervicale è una condizione patologica che interessa i dischi intervertebrali della spina dorsale.
  • Quando il nucleo polposo fuoriesce dal disco intervertebrale, si manifesta l’ernia.
  • Traumi, sovraccarico funzionale e atteggiamenti posturali sbagliati possono contribuire all’insorgere di questa discopatia.
  • Ernia cervicale: tra i sintomi neurologici ci sono formicolio, intorpidimento e alterazione della sensibilità cutanea.
  • I sintomi possono essere alleviati grazie alla terapia di tipo conservativo.

Dolore del tratto cervicale: cosa può essere

Traumi dovuti a incidenti, posture errate protratte per lungo tempo, o, ancora, carichi mal distribuiti sulle spalle. Sono solo alcuni dei fattori che possono, con il tempo, causare la fuoriuscita del nucleo polposo dal disco intervertebrale. Una condizione patologica che prende il nome di ernia del disco cervicale e che ha sede lungo il tratto cervicale della colonna vertebrale.
Si tratta di una discopatia che interessa uno o più dischi intervertebrali, il cui sintomo più caratteristico è il dolore all’altezza delle vertebre cervicali, che spesso può estendersi anche a sedi leggermente distanti dal collo, verso la scapola o la spalla. Al centro, oppure localizzato lateralmente, il dolore è spesso di entità tale da provocare rigidità e limitazione del range di movimento del collo. Ma non solo. In questo articolo approfondiamo quali sono i sintomi dell’ernia cervicale, le origini della sua insorgenza e le cure.

Leggi anche: Dolore dietro al collo: cosa può essere? 

Un breve ripasso anatomico 

Prima di iniziare, approfondendo cause e sintomi dell’ernia cervicale, è necessario fare un breve excursus in merito all’anatomia del tratto cervicale. Partendo dai dischi intervertebrali. Queste strutture fibrocartilaginee, interposte tra una vertebra e l’altra, fungono da veri e propri ammortizzatori, consentendo di attenuare le pressioni dei movimenti. In ciascun disco si possono riconoscere due porzioni distinte:

  • il nucleo polposo: composto principalmente da un gel ad alto contenuto d’acqua, consente di rispondere alle sollecitazioni delle forze che agiscono sulla colonna vertebrale;
  • l’anulus fibroso: è l’involucro esterno del disco intervertebrale che protegge il nucleo polposo e consente di mantenere a stretto contatto le vertebre.

L’ernia discale, dunque, si verifica quando il nucleo polposo si incunea tra le fibre dell’anulus, fino a fuoriuscire dal disco intervertebrale. Il processo avviene sempre per una fissurazione delle fibre dell’anulus che si usurano in virtù di errate sollecitazioni prolungate nel tempo. L’origine traumatica avviene nel 4% dei casi.

Le origini dell’ernia del disco cervicale

Una volta capito come si manifesta l’ernia cervicale, siamo pronti a indagare le cause all’origine di questa condizione patologica. La degenerazione dei dischi intervertebrali correlata allo stile di vita, alla postura alterata o posizioni scorrette, è di fatto un processo purtroppo sempre più comune, se non onnipresente, nei Paesi industrializzati. Durante le attività quotidiane, infatti, i dischi sono sottoposti a continue sollecitazioni. Con l’avanzare dell’età, questi si indeboliscono, diventando meno elastici e resistenti. L’anulus fibroso, quindi, può subire microlesioni in grado di compromettere la funzione contenitiva nei confronti del nucleo. Ma non è tutto. Tra i fattori di rischio che giocano un ruolo chiave nell’insorgenza di questa discopatia ci sono:

  • sovraccarico funzionale prolungato nel tempo;
  • atteggiamento posturale errato;
  • alterazioni della struttura vertebrale e patologie del tessuto connettivo.

Talvolta gli eventi traumatici che colpiscono il collo, se non ben curati, innescano risposte posturali alterate. Tipico il colpo di frusta, ovvero un movimento improvviso e violento che può generare delle risposte adattative dei recettori posturali del collo e del labirinto dell’orecchio, i cui effetti si vedranno a distanza di qualche giorno o settimane, nei casi meno eclatanti. Ciò provoca nel tempo la fissurazione o rottura delle fibre dell’anulus anche in un movimento banale, dando poi origine alla fuoriuscita di una più o meno grande parte del nucleo polposo che dà origine all’ernia cervicale.

Quali sono i sintomi dell’ernia cervicale?

Abbiamo detto che il sintomo principale dell’ernia cervicale è il dolore che riguarda il tratto cervicale. Tuttavia, molto   spesso questo dolore è periferico e si può manifestare a livello di scapola o spalla. Inoltre, in molti pazienti questo dolore può diramarsi anche in altri distretti. A seconda del nervo spinale compresso dall’ernia, infatti, il dolore si può irradiare lungo il braccio, avambraccio e persino alle dita della mano. Una condizione che, se associata a dolore cervicale prende il nome di cervicobrachialgia.
In diversi casi, però, il dolore non è il solo sintomo che contraddistingue tale discopatia. In concomitanza, infatti, possono presentarsi deficit motori ai muscoli regolati dalla radice nervosa compressa. E non solo. Nella panoramica dei sintomi dell’ernia cervicale, troviamo anche formicolii, intorpidimenti e alterazione della sensibilità cutanea. Sintomi che possono interessare tutto il braccio, arrivando sino alle dita della mano.

Leggi anche: Ernia iatale: rimedi per un problema fastidioso

Terapia conservativa o intervento chirurgico?

Il primo trattamento per contrastare i sintomi dell’ernia del disco cervicale è quello di tipo conservativo. Questa terapia ha come obiettivo quello di ridurre la pressione esercitata dall’ernia sulla radice del nervo e di ridurre le sollecitazioni sbagliate sul disco. Questo tipo di trattamento si basa sul riposo funzionale e su semplici posizioni o stimoli biomeccanici leggeri che possono essere studiati ed effettuati da specialisti esperti già nei primi giorni dalla comparsa del dolore. L’assunzione di antinfiammatori e antidolorifici favorirà la remissione del dolore solo nel caso vi sia anche una componente infiammatoria e scarsa componente di tipo meccanico compressivo. Fisioterapia e terapia manuale posturale o funzionale neuro-sistemica, inoltre, consentiranno di allentare le compensazioni adottate in automatismo dai muscoli del collo e migliorare la malposizione del disco e dei nervi.
Bisogna definire attentamente le cause e i punti di origine del dolore. In particolare va capito se è prevalentemente dovuto a un interessamento della parete del disco e del nervo, oppure delle strutture vicine: muscoli, articolazioni, capsule e tendini. In questo modo si potranno ridurre i movimenti e le posizioni che irritano e comprimono le strutture interessate.Infine, qualora il paziente lamentasse una sintomatologia debilitante o gravi deficit neurologici, sarà necessario ricorrere alla chirurgia. Un’operazione delicata che trova impiego solo dopo aver tentato qualsiasi altro tipo di terapia conservativa.

Articoli correlati

Quanto deve essere l’ossigeno nel sangue: livello di saturazione ossigeno ottimale

Esploriamo il ruolo della saturazione di ossigeno nel sangue, i metodi di misurazione e i rischi per la salute associati a livelli non ottimali.

Cervicalgia acuta: sintomi e terapia

Verrebbe da considerarlo un normale “male al collo”. Ma se dietro a questo dolore, intenso quanto momentaneo, si celasse un problema più importante?

Esercizi per cifosi dorsale: ecco come correggerla

Guida al trattamento della cifosi dorsale: esercizi mirati per una colonna vertebrale sana e una postura corretta.

LabofMove Srl - Via Bozzini, 2 - 37135 Verona ITALY 
P.IVA 04623680230 - REA VR - 435964
Cellulare: + 39 371 413 3252
Created by Hassel.
chevron-downmenu-circlecross-circle