Settembre 26, 2022

Sonno polifasico: cause e rimedi

  • Dormire bene è tra i fattori che più influisce sul benessere generale della persona.
  • Disturbo del ritmo sonno-veglia irregolare: un esempio di sonno polifasico.
  • Alternare brevi periodi di sonno e di veglia durante l’arco della giornata: il ciclo poliritmico sonno-veglia.
  • Modello di sonno polifasico: gli effetti collaterali.
  • Sonnellini pomeridiani, fonti luminose e caffeina sono tra gli elementi da evitare per combattere i disturbi del ritmo circadiano.

Buon sonno = benessere 

Alzi la mano a chi non è mai successo di trascorrere, almeno occasionalmente, una notte senza chiudere occhio. Capita a chiunque e i motivi sono molteplici. Eppure, se la mancanza di sonno si prolunga nel tempo, può diventare un vero problema. È proprio questo il caso del sonno polifasico. Un disturbo caratterizzato dalla mancanza di un ritmo sonno-veglia chiaramente organizzato. Una sindrome che, nel lungo periodo, può avere effetti di più ampia portata sul benessere generale della persona. In questo articolo scopriamo quali sono le cause e i rimedi per combattere il sonno polifasico.

Ritmo circadiano e i disturbi del sonno

Sentirsi stanchi, faticare a prendere sonno e avere difficoltà a concentrarsi. Sono solo alcuni dei sintomi tipici di chi, per esempio, attraversa diversi fusi orari e che, per qualche giorno, è costretto a rivedere le proprie abitudini. A risentirne è specialmente il riposo notturno che, lentamente, deve adattarsi ai nuovi ritmi. Tutto questo accade perché il ritmo circadiano, l’orologio biologico che regola le diverse funzioni biologiche tra cui il ritmo sonno-veglia, è momentaneamente alterato. Tuttavia, molto spesso, questo ritmo può essere soggetto a veri e propri disturbi, ormai comuni nella pratica clinica. Tra questi si possono citare i disturbi relativi alla fase del sonno, la quale può essere anticipata o ritardata, e il disturbo del ritmo sonno-veglia irregolare. Quest’ultimo rappresenta l’esempio per eccellenza di sonno polifasico nell’uomo.

Sonno polifasico: come funziona?

C'è dunque chi dorme poco e male, e chi, viceversa, dorme troppo. Ma c'è anche chi dorme quando dovrebbe stare sveglio e, al contrario, è sveglio quando dovrebbe dormire. È il caso della sindrome da ritmo sonno-veglia irregolare, un esempio di sonno polifasico. Si tratta di un disturbo riconosciuto dall’American Academy of Sleep Medicine (AASM) che comporta l’alternanza tra brevi episodi di sonno e di veglia durante la giornata. Il sonno notturno è, infatti, abbreviato e spesso frammentato. Si realizza, così, un ciclo sonno-veglia poliritmico. Un quadro clinico che spesso può essere scambiato per insonnia. Il paziente, infatti, oltre a manifestare difficoltà nell’addormentarsi nelle ore convenzionali, può faticare a mantenere il sonno per un tempo adeguato. Tale disturbo può causare a chi ne soffre sonnolenza e una ridotta efficienza durante la giornata, minacciando, così, il benessere complessivo della persona.

Cause e controindicazioni del ciclo sonno-veglia poliritmico

Non tutti lo sanno, ma il sonno è un processo che cambia durante la vita dell’uomo. Passa, infatti, da quello polifasico del neonato, al bifasico del bambino, arrivando a quello monofasico circadiano tipico dell'adulto.
La causa principale dei disturbi del ritmo sonno-veglia irregolare è la desincronizzazione tra i ritmi sonno-veglia e il normale ciclo luce-buio. Un’anomalia che spesso è correlata a:

  • danni cerebrali dovuti a infezioni cerebrali;
  • traumi cranici;
  • ictus e Alzheimer.

Tuttavia, negli ultimi anni, si è parlato di sonno polifasico come una tecnica che permette di avere più ore di veglia a disposizione. Si tratta di un modello di sonno utilizzato, per esempio, da alcune comunità che sperimentano organizzazioni alternative del ritmo sonno-veglia. Tale pratica permette di ridurre il periodo di riposo a diversi micro-sonni durante l’arco della giornata. In contrasto con il sonno monofasico, che prevede le classiche 8 ore di riposo a notte, quello polifasico consiste nel dividere il riposo in più sonnellini  al giorno. Tuttavia, la maggior parte delle sperimentazioni termina con la cessazione. Tra le controindicazioni, infatti, ci sono astenia, disturbi dell’attenzione, della concentrazione e della memoria.

Rimedi da adottare

Come fare, dunque, a sbarazzarsi dei disturbi del sonno e tornare a condurre una vita quanto più normale possibile? Innanzitutto, fondamentale per individuare la causa del disturbo, è la valutazione medica. Soltanto in questo modo, infatti, si potrà definire il trattamento più adeguato. Il medico potrà richiedere al paziente di tenere un registro del sonno nel quale appuntare gli orari di riposo e veglia per una o più settimane. Altre volte, invece, è necessario ricorrere alla polisonnografia, un test diagnostico mirato allo studio e all’individuazione dei disturbi del sonno. Tuttavia, per scongiurare i disturbi del ritmo circadiano, è necessario che il paziente metta in atto una corretta igiene del sonno. Si tratta di una serie di comportamenti e accortezze da seguire per favorire un riposo notturno di qualità. È bene, per esempio:

  • eliminare fonti luminose e rumorose durante il riposo;
  • evitare di assumere caffeina e sostanze stimolanti nelle ultime ore del pomeriggio;
  • evitare di effettuare attività motoria intensa nelle ore serali.

Infine, l’assunzione di melatonina si è dimostrata in grado di aumentare la durata del sonno notturno e, al contrario, diminuire il sonno diurno. Inoltre migliorare la nostra postura e gli automatismi propriocettivo-posturali può evitare di arrivare a sera con un’eccessiva tensione muscolare che inibisce l’azione melatoninica e facilita l’azione di sostanze eccitatorie del cervello, come se dovessimo essere sempre pronti per uno scontro fisico o una battaglia. Anche una moderata attività motoria giornaliera facilita le regolari funzioni metaboliche e ormonali circadiane.

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