Aprile 29, 2022

Stanchezza e spossatezza: possono dipendere da una postura scorretta?

  • È condizione comune sentirsi stanchi e spossati. Attenzione, prima di tutto, allo stile di vita.
  • Stanchezza e spossatezza sono disturbi simili: ecco le differenze e le cause.
  • Una delle cause forse meno note di stanchezza e spossatezza è la cattiva postura.
  • Accertata la causa, seguire un programma di rieducazione posturale aiuta a risolvere i problemi di stanchezza.

Stanchezza mia, vattene via

Voglia di fare saltami addosso! Forse a qualcuno questo vecchio adagio popolare risuona spesso nella mente. Non solo nei momenti di pigrizia, ma anche nell’arco della giornata. Che dietro si celi qualcosa di ben più importante? Non è da escludere, visto che sentirsi in riserva di energie, sia fisiche che mentali, è una condizione quanto mai comune. Il continuo stato di tensione e stress a cui siamo sottoposti, infatti, ci lascia in eredità dei “regalini” non proprio piacevoli, come stanchezza e spossatezza. Queste ultime possono rappresentare il sintomo di una patologia, ma in diversi casi sono la conseguenza del nostro stile di vita. E lo stile di vita non comprende solo il regime alimentare e l’attività fisica, di cui si fa un gran parlare, ma anche aspetti che diamo per scontati. Uno su tutti: la postura.

Differenza e cause di stanchezza e spossatezza

Prima di chiarire come la postura influisca sul senso di stanchezza e spossatezza, vediamo qual è la differenza tra questi due termini spesso usati come sinonimi.

La stanchezza corrisponde a un calo di energie di tipo fisico o mentale, tali per cui si fatica a rimanere concentrati e a portare a termine persino le attività più semplici.

Se la stanchezza è estrema, è preferibile parlare di spossatezza o astenia. Di fatto, mancano forza e vitalità. Ci si sente deboli e la reazione agli stimoli è lenta.

Le cause di stanchezza e spossatezza possono essere le più varie. All’origine potrebbero esservi malattie come: sindrome da stanchezza cronica, sindrome delle gambe senza riposo, artrite reumatoide, diabete, disturbi del sonno, ipotiroidismo, patologie respiratorie e tumori.

Possono giocare un ruolo anche alcuni farmaci (ad esempio antidepressivi e chemioterapici), ansia e depressione, i cambi di stagione, sovrappeso e obesità.

Quando una postura sbagliata fa sentire stanchi

Come si diceva, stanchezza e spossatezza hanno sintomi comuni. In primis: affaticabilità fisica e mentale e difficoltà di concentrazione e memorizzazione. Possono esservi altri sintomi associati, come:

  • mal di testa;
  • febbre;
  • vertigini e capogiri;
  • senso di svenimento e confusione mentale;
  • tono dell’umore basso.

Rivolgersi al medico rimane il primo consiglio da seguire per risalire alla causa di stanchezza e spossatezza. Una tra le meno note è la postura scorretta.

È un dato di fatto che tendiamo ad assumere posizioni sbagliate e a mantenerle per lunghissimi minuti, riducendo al minimo il movimento. Ciò provoca l’affaticamento e il disallineamento della colonna vertebrale che si accentuano in condizioni di stress. Risultato: anche se non avvertiamo dolore, i muscoli risultano mal sollecitati e si stancano.

Come correre ai ripari

Un’attività fisica mirata, volta al rinforzo muscolare, rappresenta l’alleata migliore per combattere postura scorretta e stanchezza. Rinforzare i muscoli consente di alleviare gli stati infiammatori e di aumentare i livelli di energia. Gli esercizi, però, non vanno improvvisati. È indispensabile che venga compiuta un’adeguata valutazione posturale da parte di uno specialista che sarà in grado di valutare se la stabilità articolare, garantita dall’attivazione dei muscoli antigravitari, è adeguata o meno.  Infatti, ad ogni passo, ad ogni gesto, il sistema posturale decide e calibra la tensione dei muscoli stabilizzatori al fine di garantire la miglior stabilità possibile. Se il sistema, invece,  non è adeguatamente settato, avremo dei continui micro-aggiustamenti con notevoli attriti e un consumo maggiore di energia. Solo così il medico fisiatra, esperto di postura, potrà suggerire se fare un percorso di manipolazioni o di riabilitazione propriocettivo-posturale per poi stabilire gli esercizi più opportuni, da effettuare sempre con gradualità.

Un’ipersollecitazione di alcuni gruppi muscolari rispetto ad altri, infatti, potrebbe acuire anziché ridurre la sensazione di stanchezza. Anche a riposo, quando il muscolo è in fase di recupero.Analizzare la postura, infine, permette di individuare se vi sia un’alterazione non solo qualitativa ma anche quantitativa del sistema propriocettivo. In tal caso, è possibile non solo rieducare, ma anche allenare quei recettori periferici che hanno la funzione di segnalare, in automatico al nostro cervello, tutti i cambiamenti biomeccanici di muscoli, tendini e articolazioni in relazione al movimento eseguito.

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