Agosto 9, 2023

Tendinite: meglio la terapia del caldo o del freddo?

  • La terapia del caldo e la terapia del freddo non sono alternative: ciascuna ha una specifica funzione.
  • Traumi, movimenti sbagliati e posture scorrette sono all’origine della tendinite.
  • Il freddo è salutare per la tendinite, così come il riposo.
  • Il freddo ha un’azione vasocostrittrice, ma attenzione alle modalità di applicazione.
  • Cosa fare nella fase successiva alla terapia del freddo può dirlo solo il medico.

Fare da soli agendo bene

Se ne sente parlare spesso ma, all’atto pratico, non è sempre chiaro quando applicare calore o ghiaccio. Specie quando si tratta della tendinite, caldo e freddo rischiano di essere usati indifferentemente e impropriamente con il metodo fai da te. Il punto è che, così, si potrebbe fare peggio.
In questo articolo vedremo come comportarsi. Specifichiamo subito, però, che bisogna fare attenzione, quando si parla di caldo e freddo. Non ci si riferisce, infatti, a temperature estreme. Il caldo è più che altro un tepore, mentre il freddo non è da intendersi come gelo.
Tale distinguo è necessario per evitare di provocare shock termici che non sarebbero funzionali al miglioramento del disturbo.

Che cos’è la tendinite e quali sono le cause

Prima di scoprire se per la tendinite sia meglio il caldo o il freddo, vediamo in che cosa consiste questo tipo di infiammazione.
Come dice il nome, è un disturbo che riguarda i tendini, ossia le strutture di tessuto connettivo che collegano i muscoli, da cui hanno origine, alle ossa. È grazie a loro se le articolazioni possono assicurarci il movimento.
Nel nostro corpo sono presenti ben 267 tendini, pertanto la tendinite può manifestarsi in diversi punti. Le forme più comuni, tuttavia, colpiscono:

  • le spalle;
  • i gomiti, le mani e i polsi;
  • le anche;
  • le ginocchia;
  • le caviglie.

Le cause della tendinite sono riconducibili essenzialmente a:

  • un trauma, specie per chi pratica sport;
  • un movimento ripetuto nel tempo;
  • disfunzione propriocettivo-posturale.

Possono concorrere vizi di posizione, fattori come il sovrappeso e l’obesità, e patologie come il diabete o l’artrite reumatoide.

Tendinite e ghiaccio, l’alleato per alleviare i sintomi

Il dolore è il sintomo che caratterizza la tendinite. Può essere molto acuto e può limitare la capacità di movimento della zona interessata.
In talune circostanze, l’infiammazione può provocare anche gonfiore, arrossamento, calore al tatto o addirittura ecchimosi.
Cominciare al più presto una terapia, quindi, è fondamentale per evitare che il tendine infiammato, a lungo andare, possa degenerare al suo interno e arrivi a rompersi. Ricordiamo che le rotture dei tendini sono, nella stragrande maggioranza dei casi, dovute a usura progressiva. Le rotture legate solo al trauma sono una netta minoranza. In questi casi, tendenzialmente, il trauma rompe dei tendini già degenerati.
Il primo rimedio a cui ricorrere, per preservare tendine e articolazione, è il riposo, utile però solo nelle fasi iniziali. Il secondo è quello di utilizzare azioni terapeutiche volte a migliorare il nutrimento del tendine (visto che spesso potrebbe già essere sofferente senza che noi ce ne accorgiamo). È, quindi, importante il parere di un medico esperto di postura e biomeccanica del movimento. Il terzo, invece, consiste nell’applicare del ghiaccio. La terapia del freddo, infatti, aiuta a ridurre l’infiammazione e il gonfiore negli stadi iniziali, specie le prime 24-48 ore. Per questo è bene ricorrervi subito dopo un trauma, in quanto i tessuti molli tendono a contrarsi e a gonfiarsi, provocando infiammazione. Anche l’arnica è un rimedio d’eccellenza.

Come agisce la terapia del freddo

La terapia del freddo, applicata nella zona dolorante, ha un’azione vasocostrittrice che aiuta a ridurre l’infiammazione. Da un lato, infatti, restringe i vasi sanguigni, dall’altro riduce il flusso sanguigno. In questo modo, la quantità di liquido che tende a formarsi intorno alla lesione diminuisce e il gonfiore è limitato.
Il freddo, inoltre, ha un’azione paralizzante, utile a ridurre il dolore e il fastidio.
Non basta, tuttavia, una sola applicazione. La terapia del freddo è, in genere, consigliata non solo nell’immediato, ma anche per i due giorni successivi. Ma come intervenire?

  • Si può applicare del ghiaccio istantaneo o i classici cubetti, purché avvolti in uno strofinaccio o in un asciugamano. Il ghiaccio non va mai applicato a diretto contatto con la pelle, per non provocare un’ustione da freddo.
  • La durata dell’applicazione non dovrebbe mai superare i 20 minuti circa. L’operazione va ripetuta durante la giornata per almeno tre volte.

Altri rimedi per la tendinite: caldo o freddo e…

Per migliorare la tendinite, il medico specialista può associare una terapia di tipo farmacologico, oppure consigliare trattamenti con laser, ultrasuoni e Tecar. Nelle fasi iniziali, sono molto utili rimedi naturali privi di effetti collaterali come i gel di Arnica o le monodosi di Arnica 200 CH. Estremamente efficace in tutte le fasi della tendinite è l’utilizzo di ossigeno-ozonoterapia in via infiltrativa a dosaggi adeguati scelti in base allo stato del paziente e dei suoi tessuti (la terapia va sempre personalizzata).
Sono, poi, indispensabili la valutazione posturale e quella degli schemi motori. Infatti, partendo dall’assunto che le cause delle tendiniti, oltre al sovraccarico meccanico, coinvolgano anche una disfunzione posturale, è fondamentale capire come lavora il sistema di stabilizzazione automatica delle articolazioni, ovvero il sistema posturale. Inoltre, bisogna valutare come lavora il sistema motorio nell’attivare i diversi muscoli nel tempo, analizzando anche le modalità e le sequenze di contrazione che utilizza per ottenere un dato movimento.
Il movimento è sempre il risultato di due componenti: l’equilibrio posturale tramite l’attivazione dei muscoli stabilizzatori anti-gravitari e l’attivazione dei muscoli per lo spostamento. Solo dopo aver sistemato questi aspetti, si affronterà l’ultima fase, che è l’esercizio fisico per rinforzare la muscolatura.
La terapia del caldo non è mai indicata, come prima scelta per la tendinite. Serve, piuttosto, a rilassare o lenire i muscoli doloranti e a recuperare la capacità di movimento. Va, infatti, a espandere i vasi sanguigni, aumentando sia la circolazione e il flusso di ossigeno, sia l’apporto di sostanze nutritive alla parte lesa.La terapia del caldo, in tal senso, ha un’azione sinergica rispetto a quella del freddo ma, in caso di tendinite, va valutata in seconda analisi solo previo parere di un esperto.

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