Gennaio 24, 2024

Traumi sportivi: il caso di Filippo Rigoni, atleta di Hockey su ghiaccio

«Il colpo da dietro. La botta. E poi solo tanta paura». È così che Filippo Rigoni, stella nascente dell’hockey su ghiaccio, ci racconta il suo infortunio, che ha messo in pausa, per fortuna solo momentaneamente, la sua carriera.
Per qualsiasi atleta professionista la possibilità di farsi male sul campo è un rischio del mestiere. Soprattutto se, come nel caso di Filippo, si pratica sport di contatto.
Nelle discipline come l’hockey, ma anche come il rugby, il calcio e il basket, i traumi sportivi possono variare dalle più semplici lesioni muscolari a problemi più complessi che possono coinvolgere le articolazioni maggiori e creare danni tanto alla carriera quanto alla vita di tutti i giorni. L’infortunio di Filippo, un trauma con frattura vertebrale dorsale, rientra proprio in quest’ultima categoria. Ma grazie a un piano di recupero creato ad hoc per lui dal Dr. Picotti, che lo ha visitato e seguito nel centro Lab of Move di Verona, Filippo è riuscito a superare l’infortunio e tornare a giocare più forte di prima.

Dall’esordio all’infortunio

Classe 2003, Filippo ha sviluppato la sua passione per l’hockey su ghiaccio fin da quando era bambino. «Ho messo per la prima volta i pattini ai piedi a 4 anni, e da quel momento non li ho più tolti – ci racconta il giovane atleta –. A 17 anni, poi, sono riuscito a coronare il mio sogno di giocare a livello professionale». Nel 2020, con l’arrivo del Covid-19, il campionato Under 19 con l’Asiago Hockey1 di Filippo si era dovuto fermare. I giocatori professionisti però, all’inizio della pandemia, potevano ancora disputare partite. «Mi hanno chiamato per sostituire uno dei giocatori malati. Ovviamente ho colto l’opportunità al balzo, e le prime due partite sono andate molto bene. Da lì mi hanno chiesto di rimanere a giocare con loro e non me ne sono mai andato».
L’infortunio arriva tre anni dopo l’esordio come professionista, durante una partita di campionato contro la squadra austriaca Pioneers Vorarlberg. «A metà partita ho subito un forte urto da dietro da parte di uno dei miei avversari. Mi sono schiantato con la testa e la schiena sulla balaustra a una velocità molto alta. – ci racconta Filippo – Non ho perso i sensi, anzi mi ricordo ancora benissimo tutto. Non nego di aver avuto paura». Filippo è stato immediatamente trasportato in barella in ospedale, dove è stato sottoposto a una serie di visite.

Traumi sportivi: il caso di Filippo

«Mi hanno visitato non appena arrivato in ospedale, volevano assicurarsi quanto prima che non avessi subito alcun trauma cranico. Per fortuna, mi hanno detto i medici, la scarica alla testa l’ho assorbita attraverso il paradenti» racconta Filippo. Dopo svariati accertamenti, in cui l’atleta riportava un forte dolore alla schiena, hanno diagnosticato una frattura vertebrale dorsale.
Questo specifico trauma della colonna vertebrale è caratterizzato da una lesione delle vertebre situate nella parte superiore della schiena, la regione dorsale appunto. A seconda della dinamica dell’infortunio, una frattura vertebrale del tratto dorsale può causare danni al midollo spinale, ai nervi spinali nelle vicinanze e, nei casi più gravi, può portare anche alla paralisi degli arti inferiori. Il trattamento di un trauma spinale dorsale richiede spesso un intervento medico immediato, che può includere un intervento chirurgico, l’immobilizzazione della colonna vertebrale e la riabilitazione.

Il percorso di riabilitazione presso il centro Lab of Move di Verona

L’incontro tra Filippo e il Dr. Picotti, avvenuto quasi per caso, ha cambiato radicalmente il percorso di recupero dell’atleta. «Il Dr. Picotti mi ha fatto fare ulteriori risonanze nello studio a Verona, dove hanno macchinari nuovi e più avanzati rispetto a quelli dell’ospedale. – racconta Filippo – Mi ha chiarito meglio il problema alla schiena e mi ha fatto un resoconto di quello che poteva essere il mio recupero. Il piano di cura del dottore prevedeva quasi la metà dei mesi di recupero rispetto a quanto mi era stato detto in ospedale e allora ho deciso subito di seguire lui per il mio percorso riabilitativo dopo l’infortunio».
Il centro Lab of Move di Verona pone un’enfasi fondamentale sulla necessità di diagnosticare le reali origini di una patologia o condizione clinica avvalendosi di diverse tecnologie e strumentazioni in grado di fare una valutazione funzionale personalizzata. Ogni paziente è unico, in quanto è unica la sua condizione. «Il Dr. Picotti ha creato un piano di recupero ad hoc per me: esercizi appositi per il mio caso, che spesso prevedevano l’utilizzo di elastici e altri attrezzi. Dopo soli tre mesi – racconta Filippo – grazie a questo percorso di riabilitazione, sono potuto tornare ad allenarmi».

Il ritorno in campo e i nuovi obiettivi

Purtroppo può capitare che alcuni traumi sportivi diventino la causa di una brusca interruzione di carriera per molti atleti. Questo, per fortuna, non è stato il caso di Filippo che, rimessi i pattini ai piedi, ha ripreso a disputare le sue partite di campionato. «Sono tornato a giocare senza problemi. Non avverto nessun dolore e riesco a fare tutto come prima – specifica Filippo –. Per me è un grandissimo punto di riferimento, avere un dottore che mi segue così bene come il Dr. Picotti».
L’obiettivo del centro di Verona, infatti, non è solo accompagnare gli atleti nella riabilitazione neuromotoria, ma seguirli anche in un percorso per migliorare le performance sportive e ridurre i rischi di traumi futuri. E Filippo ne è un esempio. «In futuro mi piacerebbe giocare all’estero, magari Germania o Svizzera. In Italia, purtroppo, la realtà dell’hockey su ghiaccio è ancora piccola. Ovunque sarò – conclude l’atleta – voglio continuare a migliorare e aumentare di livello».

NOTE 

1 Asiago Hockey

Articoli correlati

Dolore alle spalle e al collo: ecco i sintomi della cervicobrachialgia

La cervicobrachialgia è una condizione che causa debilitante dolore a collo e braccia. Dai sintomi al trattamento, ecco tutto ciò che c’è da sapere.

Riabilitazione post ictus: esercizi utili e cosa non fare

La riabilitazione neuromotoria aiuta i pazienti a migliorare le capacità compromesse dall’ictus per raggiungere la massima autonomia possibile.

Come si cura il morbo di Parkinson: sintomi iniziali e finali

È tra le malattie neurodegenerative più diffuse. Ecco come si manifesta e progredisce il Parkinson, per il quale è utile una combinazione di terapie.

LabofMove Srl - Via Bozzini, 2 - 37135 Verona ITALY 
P.IVA 04623680230 - REA VR - 435964
Cellulare: + 39 371 413 3252
Created by Hassel.
chevron-downmenu-circlecross-circle