Marzo 20, 2024

Tunnel carpale: sintomi e cure. Il caso dell’ex ballerina Cristina Cucco

Un passato da ballerina, un presente da imprenditrice artigiana. L’espressione del corpo da una parte, la creatività dall’altra. L’arte e la bellezza sono tutto, per Cristina Cucco. Lo erano ieri, quando calcava i palcoscenici dei maggiori teatri nazionali e internazionali con opere di danza classica e contemporanea. Lo sono oggi che, con le sue mani, crea bigiotteria di alto livello, spesso frutto della sua stessa fantasia.
Cosa succede, però, se il proprio principale “strumento di lavoro” comincia a provocare un dolore insopportabile, complice il tunnel carpale? «Lo scorso anno ero arrivata a non riuscire a tenere in mano neppure una pinza, specie con la destra. Per una persona come me, che le mani le usa parecchio, stava diventando una situazione insostenibile» confida Cristina. Per fortuna, il consiglio di un amico è arrivato al momento giusto: rivolgersi al centro Lab of Move di Verona.

Quei sintomi inspiegabili

«Il dolore alle mani era forse il disturbo maggiore, ma avvertivo anche altri sintomi che non mi spiegavo» racconta Cucco, da 20 anni titolare di un’attività artigiana nella città scaligera, dopo averne trascorsi 25 in giro per il mondo come ballerina. «Per esempio, le unghie si spezzavano facilmente e presentavano delle lesioni alla radice. Una volta, invece, mangiando un pezzo di pane, neanche troppo duro, mi si è tranciato un incisivo».
Grazie all’approccio olistico adottato dal Dr. Picotti, che guarda all’organismo nella sua globalità prestando attenzione alle cause, la risposta è arrivata presto. Le indagini strumentali hanno confermato la sindrome del tunnel carpale, mentre altri test funzionali hanno rilevato un quadro di infiammazione generale. «Mi è stato spiegato che ero fortemente disidratata – racconta Cristina –. Subito non riuscivo a crederci perché ero abituata a bere tre litri di acqua al giorno. In realtà, questo liquido andava a perdersi».

Tunnel carpale sintomi e cure

Infiammazione e sindrome del tunnel carpale

Prima di intraprendere la cura per il tunnel carpale, al centro Lab of Move ci si è focalizzati sullo stato di infiammazione in cui versava Cristina. «Era necessario risolverla perché rischiavo serie conseguenze, come l’osteoporosi o problemi cardiocircolatori – rivela Cucco –. Abbiamo, quindi, iniziato con l’agopuntura per poi passare all’ozonoterapia e alle manipolazioni. In una seconda fase, il Dr. Picotti mi ha consigliato l’assunzione di integratori ad azione antinfiammatoria e antidolorifica. Nel giro di pochissimi mesi, il dolore è sparito».
Per quanto riguarda la sindrome del tunnel carpale, nella visione integrata e olistica, oltre a queste valutazioni che abbiamo anticipato, è stato avviato un percorso di recupero specifico e personalizzato di tipo riabilitativo. «Ho appreso degli esercizi di rinforzo del polso, della mano e dell’avambraccio oltre che di stretching, allungamento e riequilibrio delle forze in gioco che applico in autonomia ancora oggi al mattino, mentre pratico yoga», conclude Cucco.

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Tunnel carpale sintomi e cure

Tunnel carpale: sintomi e cure

Quello del tunnel carpale è un disturbo diffuso. L’espressione indica quel canale del polso che fa passare il nervo mediano e i tendini flessori delle dita, collegando la mano all’avambraccio. La sindrome si manifesta quando la pressione sul nervo o il suo schiacciamento sono evidenti. Ciò provoca sintomi come:

  • formicolio e intorpidimento delle dita;
  • dolore, specie di notte;
  • debolezza nella prensione degli oggetti con ipotrofia dei muscoli del pollice e della mano.

Il fastidio può essere intermittente o costante. Nei casi più gravi può generare un deficit motorio, come quello che ha riguardato Cristina, impedendole di afferrare saldamente gli oggetti.
Nelle situazioni più invalidanti il tunnel carpale viene trattato con la chirurgia per creare spazio attorno al nervo mediano. Purtroppo abitualmente si opta per la terapia conservativa riabilitativa solo quando la sintomatologia è moderata, in realtà si dovrebbe applicare sempre per migliorare la risoluzione, la guarigione e per evitare che vengano coinvolti altri distretti come il gomito, le dita o la spalla.
Infine, oltre alla già citata fisioterapia, può essere indicato il riposo dell’articolazione del polso, l’uso di un tutore e l’applicazione di ghiaccio o di crema di argilla. L’approccio terapeutico migliore, però, deve essere sempre valutato da uno specialista per non incorrere in spiacevoli complicazioni.

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